L’AQUILA – Dopo le polemiche nate a seguito di presunte irregolarità al concorso bandito dalla Asl di Avezzano-Sulmona-L’Aquila per 4 posti a tempo indeterminato da operatore socio sanitario, l’azienda a seguito di autorizzazione del commissario alla Sanità ha ampliato a 105 i posti da assegnare.

L’estensione del numero delle persone da assumere, annunciato al microfono durante lo svolgimento della seconda prova orale, è stata deliberata il 4 febbraio dal direttore sanitario Maria Teresa Colizza, che dopo le dimissioni di Giancarlo Silveri, dal primo gennaio svolge le funzioni di direttore generale in attesa della nomina del nuovo manager.

Durante lo svolgimento della prima prova scritta, lo scorso 28 luglio al palaghiaccio di Roccaraso, sarebbero state registrate una serie di irregolarità che hanno portato un centinaio di concorrenti, sugli 800 partecipanti, a rivolgersi agli avvocati Mario Angelo Candido e Francesco Di Genova, che hanno fatto ricorso al Tar che si esprimerà domani sulla istanza di sospensiva.

Intanto un centinaio dei 150 precari della Asl nel giro di qualche mese rischiano di ritrovarsi senza lavoro, essendo solo un terzo quelli risultati idonei al concorso.

Un’ampliamento, quello da 4 a 105 posti, la cui legittimità viene messa in dubbio dallo stesso avvocato Candido, che ad AbruzzoWeb spiega: “Ritengo che l’azienda avrebbe dovuto dare avviso che il concorso avrebbe dato utile esito non per 4 ma per un numero maggiore di concorrenti, in secondo luogo bisognerà che questa soluzione faccia i conti con le procedure di mobilità obbligatoria che hanno la precedenza sui concorsi”.

“Non è escluso che ci siano persone provenienti da altre Asl che possano rivendicare questo diritto, è bene considerarlo prima che si dia luogo allo scorrimento della graduatoria; aspettiamo la pronuncia del Tar sulla sospensiva, sarà un provvedimento cautelare che comunque non pregiudica il giudizio finale di merito, se dovesse esserci la sospensiva la Asl sarebbe messa davanti ad una repsonsabilità”, aggiunge il legale.

“La legge stabilisce 3 tipologie di prova: scritta, che può essere un tema o un questionario, pratica e orale – dice ribadendo le ragioni del ricorso – Se dovesse essere affermato il principio che il questionario diventa anche prova pratica ci troveremo di fronte ad una inutile previsione di legge della prova pratica, perché significa che la legge ha inutilmente previsto il questionario”.

Durante l’espletamento del concorso, infatti, “al posto della prevista prova pratica individuale – ricorda l’avvocato – è stata fatta eseguire una prova scritta collettiva consistente in un questionario con risposta multipla”.

Tra le irregolarità denunciate, la possibilità di entrare e uscire dall’aula durante lo svolgimento della prova, la possibilità di utilizzare i telefoni cellulari e di cambiare la risposta alle domande del questionario prima della consegna.