L’AQUILA – Hanno posti ambìti, prendono stipendi invidiabili e per molti sono coloro che detengono, più della politica, il vero potere all’interno del Comune dell’Aquila.

Si tratta dei dirigenti, finiti sotto la lente di ingrandimento dell’opinione pubblica dopo l’inchiesta su presunte tangenti negli appalti post sisma, dopo il coinvolgimento, nella veste di indagato, di uno di loro, Mario Di Gregorio, a capo del settore Ricostruzione pubblica, ora sospeso dal suo incarico nonostante abbia rigettato tutte le accuse nel corso dell’interrogatorio di fronte al pubblico ministero.

Su di loro si è concentrata anche l’attenzione di alcuni partiti che compongono la maggioranza di centrosinistra, che ne hanno invocato la rotazione.

Un turn over che, nell’immediato futuro, riguarderà solo i funzionari, come ha stabilito una delibera di Giunta approvata lo scorso 22 gennaio: il giorno stesso in cui il sindaco, Massimo Cialente, che non era presente alla seduta dell’esecutivo, annunciava il ritiro delle dimissioni presentate dieci giorni prima in seguito alla bufera giudiziaria che per la prima volta ha toccato il Comune.

Un’indagine che ha portato a quattro arresti ai domiciliari (l’ex assessore Vladimiro Placidi, l’ex consigliere comunale di centrodestra Pierluigi Tancredi, la collaboratrice di quest’ultimo Daniela Sibilla e l’ex funzionario della Mercatone Uno Pasqualino Macera, in seguito tutti rimessi in libertà) e ad altrettanti indagati (oltre a Di Gregorio, il vice sindaco dimissionario Roberto Riga, l’imprenditore veneto Daniele Lago e l’ingegnere umbro Fabrizio Menestò).

A invocare la rivoluzione dei dirigenti, alcuni assegnati da anni allo stesso settore, sono stati soprattutto Rifondazione comunista e Sinistra ecologia libertà, tra le forze di maggioranza, e i civici Appello per L’Aquila e La città che vogliamo tra le opposizioni, che hanno chiesto la piena attuazione del piano comunale anti-corruzione.

Additati di avere le “mazze in mano” perché intoccabili, a differenza dei politici che sono soggetti al consenso popolare e quindi (fatta eccezione per gli evergreen della poltrona) di transito e, soprattutto, di godere di retribuzioni lorde di tutto rispetto che oscillano tra i 90 e i 120 mila euro annui, come testimoniano le tabelle pubblicate sul sito ufficiale del Comune.

Come Di Gregorio, quattro di loro sono a incarico, quindi promossi sul campo direttamente dal primo cittadino, gli altri sette, invece, sono di ruolo perché vincitori di concorso. A questi va aggiunto il segretario generale del Comune, Carlo Pirozzolo, il “capo” della macchina burocratica di Villa Gioia.

I NOMI DEI DIRIGENTI

I dirigenti di ruolo sono Domenico de Nardis, che si occupa dell’Avvocatura, quindi Ilda Coluzzi (Personale), Paola Giuliani (Ambiente), Fabrizio Giannangeli (Risorse finanziarie), Angela Spera (Affari generali), Lucio Nardis (Attività produttive) e Vittorio Fabrizi (Ricostruzione privata).

Quelli a incarico Chiara Santoro (Pianificazione), Antonio Orsini (Centro servizi anziani), Eugenio Vendrame (Polizia municipale e Ispettorato urbanistico) e Patrizia Del Principe (Politiche sociali e cultura).

Di questi solo tre hanno una formazione tecnica, Fabrizi, Nardis (ingegneri) e Santoro (architetto), quindi è un problema dirottarli su settori diversi dagli attuali: al massimo, per loro, si potrà procedere a un mini-rimpasto di deleghe.

GLI STIPENDI

Gli emolumenti dei dirigenti sono costituiti di tre voci fondamentali: stipendio base, retribuzione di posizione e di risultato. Pirozzolo, però, può percepire anche i diritti di segreteria per la redazione di certi tipi di contratti (come fosse un notaio, cosa prevista per legge), idem de Nardis, che in più ha pure gli onorari legali per la difesa dell’ente.

Si tratta di cifre interessanti: nel 2012 Pirozzolo ha avuto 13.819 euro, de Nardis, addirittura, quasi 40 mila (30.946,60 per onorari legali e 7.638,85 per diritti di segreteria).

Lo stipendio tabellare di base previsto per il 2013 è pari a 43.310,80 euro uguale per tutti, la retribuzione di posizione, invece, varia da un massimo dei 55.474,78 euro di Pirozzolo a un minimo dei 34.058,25 di Di Gregorio, Vendrame, della Del Principe e della Santoro.

In mezzo gli altri, che incassano circa 40 mila euro ognuno.

Infine c’è la retribuzione di risultato, una somma che nel 2012 poteva arrivare fino al 15% della indennità di posizione e che nel 2013 può sfiorare il 30%.

Cifre stabilite dal report dell’Organismo di valutazione, formato da tre professionisti esterni all’amministrazione (Pierluigi Mastrogiuseppe come presidente e Domenico D’Iorio e Alberto Caporale quali componenti), incaricati di giudicare le performance dei dirigenti circa gli obiettivi raggiunti rispetto a quelli prefissati dalla Giunta con i piani esecutivi di gestione.

In pratica ulteriori soldi, tra i 6 e i 12 mila euro a testa.

Il tutto soggetto a una tassazione che si attesta intorno al 40-45%.

LE TABELLE

STIPENDI 2012 – DIRIGENTI DI RUOLO*

STIPENDI 2012 – DIRIGENTI INCARICATI*

STIPENDI 2013 – DIRIGENTI DI RUOLO*

STIPENDI 2013 – DIRIGENTI INCARICATI*

* fonte sito ufficiale Comune dell’Aquila