L’AQUILA – “Se la ricostruzione delle frazioni è indietro la colpa è dei privati che non presentano i progetti e non della programmazione, perché dati alla mano, è stata presentata la metà dei progetti di quelli che potevano essere presentati in base alle schede parametriche, e di quelli arrivati la cantierizzazione tarda perché non arrivano le integrazioni richieste”.

Così l’assessore alla Ricostruzione del Comune dell’Aquila, Pietro Di Stefano, risponde alle ripetute accuse di ritardi nell’avvio dei lavori nei centri storici delle 59 frazioni.

“I soldi li abbiamo, non è quello il problema – spiega – siamo partiti dal cronoprogramma del 2013 che stimava i costi della nostra ricostruzione e i 5,1 miliardi di euro stanziati dalla legge di stabilità del 2015 sono quelli che avevamo messo nel cronoprogramma”.

“Rintracciare tutti i proprietari, che in molti casi non vivono più qui, o gli eredi attraverso gli atti di successione, spesso rende difficile procedere, ma la responsabilità è di chi si deve attivare e non si attiva”, dice l’assessore.

“Sulla base di rilevamenti dei danni fatti dal Cnr, stabilimmo quali fossero le frazioni prioritarie e quali quelle non prioritarie, tre le prime ne indicammo 13 tra cui Onna e San Gregorio – ricorda Di Stefano – È seguita una serie di determine che hanno indicato come dovevano essere fatte le domande di contributo e in che tempi. Oggi virtualmente tutti i progetti riguardanti la città dovevano essere presentati, mentre quelli delle frazioni hanno gli ultimi termini a giugno 2017, dopodiché si sarebbero iniziate quelle non prioritarie”.

“Noi non abbiamo mai separato il centro storico dalle frazioni, abbiamo dato la stessa scansione temporale e la stessa possibilità economica”, aggiunge.

“La delibera che indicava come prioritario l’asse centrale? Rientra nella stessa programmazione, essendoci però più edifici vincolati la soprintendenza, all’epoca, ha esaminato velocemente i progetti”, conclude. (m.sig.)