L’AQUILA – “Nè io nè mia madre abbiamo mai ricevuto alcun contributo pubblico per la ricostruzione”. È sereno ma di poche parole il dirigente del servizio area ricostruzione ed emergenza sisma del Comune dell’Aquila, Mario Di Gregorio, indagato per aver fatto cambiare la scheda di rilevamento dei danni della casa materna per ottenere un contributo più cospicuo passando la classificazione da “A” (danni lievi) a “E” (danni gravi strutturali).

Questa mattina era prevista una riunione in Comune alla presenza del sindaco, Massimo Cialente, dirigenti e tecnici per discutere di un eventuale cambio di destinazione del dirigente ma non se n’è fatto nulla: il sindaco ha dovuto partecipare ad un incontro con il vice commissario alla ricostruzione Antonio Cicchetti e si è poi recato nella sede Ance per un altro vertice, mentre nel pomeriggio è atteso da un impegno a Roma.

“Preferisco non parlare dal momento che c’è un’indagine della magistratura in corso” ha aggiunto di Gregorio “ma sono sereno e aspetto che i giudici concludano il loro lavoro. Sono fiducioso”.

Oltre al dipendente dell’Amministrazione pubblica sono indagati anche sua madre, Bruna Mastrantonio, Luca Pelliccione, aquilano, geometra comunale che ha partecipato alla stesura della classificazione dell’immobile, e Giovan Battista Masucci, progettista che ha seguìto i lavori di ricostruzione dell’edificio effettuati dalla impresa Domus dei fratelli Gizzi.

Stando alle indagini, alla donna, proprietaria della casa, si contesterebbe non solo il raddoppio della cubatura rispetto al precedente fabbricato, ma anche di aver ottenuto un finanziamento di 450 mila euro di cui solo 200 mila realmente spesi.

Proprio sulla natura dei fondi sembra che questi possano essere stati anticipati dalla Mastrantonio in quanto “nessuno nè il sottoscritto, nè mia madre che è proprietaria dell’immobile ha mai ricevuto il contributo pubblico per la ricostruzione”.

In relazione alla contestazione relativa all’aumento di cubatura, inoltre, sembra che questo abbia riguardato locali di sgombero, come cantine o garage, della struttura e che quindi non andrebbe ad incidere sul presunto aumento di metri quadrati dell’immobile.

Stando ai rumors interni all’amministrazione, comunque, per ragione di opportunità e serenità dello stesso Di Gregorio, che oggi era comunque normalmente sulla sua scrivania, si paventa un trasferimento negli uffici del settore Opere pubbliche; trasferimento che, comunque, dovrebbe essere predisposto per non creare problemi al servizio area ricostruzione ed emergenza.

A ricorrere all’interno dei corridoi degli uffici del Comune con insistenza è anche un’altra voce: l’esposto alla magistratura che avrebbe attivato le indagini condotte dai carabinieri del Reparto operativo dell’Aquila sarebbe partito proprio da qualche collega di Di Gregorio. Un clima di veleni e invidie che ha scatenato un vero e proprio putiferio.

GEOMETRA LUCA PELLICCIONE: “SONO TRANQUILLO”

Preferisce non rilasciare dichiarazioni anche il geometra del Comune Luca Pelliccione, che ha dichiarato “di confidare nel lavoro della magistratura”.

“Sono  tranquillo e sereno – ha dichiarato Pelliccione – ho sempre fatto il mio lavoro con coscienza e scrupolo. Aspetto che i giudici svolgano le loro indagini. Per questo non ritengo sia utile rispondere alle domande in questo momento, anche se il mio nome e quello di altre persone è stato messo alla gogna. La mattina quando mi guardo allo specchio sono tranquillo e mi dico ‘Vai avanti’”. (g.a.)

D’ALESSANDRDO (IDV): “CIALENTE SOSPENDA DI GREGORIO”

L’AQUILA “Mi auguro che il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, decida di sospendere Di Gregorio dall’incarico di dirigente comunale del settore emergenza e ricostruzione”.

È quanto dichiara Cesare D’Alessandro, vice capogruppo IdV alla Regione Abruzzo, sul caso del dirigente aquilano accusato dalla Procura di essere riuscito ad ottenere il cambio di classificazione da A ad E dell’abitazione della madre.

“Il problema vero – continua D’Alessandro – è che attorno alla ricostruzione si è consolidato un sistema opaco e poco trasparente, alimentato da scelte come questa: a dirigere un settore così importante c’è un pluri indagato, già condannato. Di Gregorio, infatti, si scopre adesso essere coinvolto in altre due inchieste: una, prima del terremoto, sulla metropolitana dell’Aquila che si è conclusa con la sua condanna, anche se il ricorso in appello è pendente, e l’altra, dopo il terremoto, con l’accusa per concorso in gestione illecita di rifiuti e abuso di ufficio. Come dire: la persona giusta al posto giusto!”

“Al di là delle conclusioni delle inchieste – insiste D’Alessandro – mi chiedo perchè nei posti chiave relativi alla ricostruzione vi siano personalità con precedenti poco chiari e se non altro discutibili. L’Aquila ha bisogno di uomini sulla cui integrità professionale e morale non possa cadere nemmeno un semplice dubbio affinchè si rompa la rete di opacità che ormai da mesi insiste sulla ricostruzione”.

“Il Sindaco e l’amministrazione comunale – conclude D’Alessandro – devono farsi carico di questo problema e assumere decisioni chiare ed immediate non solo su Di Gregorio, sul quale ormai è scoppiato anche un caso mediatico, ma anche su altri eventuali responsabili di settori della ricostruzione dal passato poco chiaro, semmai che ne fossero”.