L’AQUILA – Un clima costantemente teso, caratterizzato da “ingiustizie, gelosie, invidie e bugie”, con un sindaco “che muove tutto”, “tradimenti politici”, “le tante umiliazioni” e una segretaria comunale “con un ruolo illegittimo”.
E ancora “accordi per poltrone, poi non rispettati”,“la paura che tutto venisse raccontato alla città” e la richiesta “del silenzio”.
È questa la descrizione del Comune dell’Aquila, fatta dall’ex assessore alla Cultura e al Turismo, Sabrina Di Cosimo, defenestrata il 13 febbraio scorso dal primo cittadino “per comportamenti poco consoni”, nella “seconda puntata” della conferenza stampa “sulla sua verità”, che si è svolta ieri pomeriggio nella sala Polifunzionale della Casa del Volontariato.
L’incontro in realtà è iniziato venerdì scorso ed è durato tre ore, un tempo inconsueto per una conferenza stampa, tanto che addirittura si è resa necessaria “una seconda puntata”; ma anche ieri, nonostante l’annuncio di concentrare in un’ora le nuove rivelazioni, il discorso si è protratto per oltre due ore, durante le quali l’ex assessore è comunque sembrato a suo agio, confermando doti da consumata attrice teatrale.
Questa volta ha puntato le sue critiche sull’attività amministrativa, evitando rilievi personali; come nel primo intervento fiume, i bersagli preferiti sono stati il sindaco, Pierluigi Biondi, e la sua segretaria Alessia Di Giovacchino, sua stretta collaboratrice, dipendente di Abruzzo Engineering distaccata in Comune.
Per l’ex assessore Di Giovacchino “è impiegata al gabinetto del primo cittadino con altre mansioni rispetto alla convenzione, stipulata tra Biondi e l’amministratore delegato di Abruzzo Engineering, che obbliga l’amministrazione a far svolgere al personale mansioni legate esclusivamente al settore della Ricostruzione”.
Sul “caso Di Giovacchino”, Di Cosimo ha spiegato che “è andata in scena una bugia, validata anche da alcuni dirigenti del Comune e dallo stesso Biondi: alla richiesta di precisazioni, infatti, è stato risposto che fa parte dello staff messo a supporto del sindaco, che detiene la delega proprio alla Ricostruzione”.
Al centro dell’incontro anche “l’inusuale assegnazione dei fondi Restart, dedicati alle associazioni e al mondo della Cultura, all’Ance (Associazione nazionale dei costruttori edili) dell’Aquila, a cui sono stati riconosciuti finanziamenti per quasi 32.000 euro e all’Ordine degli Architetti, per 22.000 euro”, ha denunciato ancora l’ex assessore.
Di Cosimo è tornata anche sulla lettera firmata da varie associazioni culturali, tra cui il Teatro stabile d’Abruzzo (Tsa), in cui il sindaco è stato ringraziato pubblicamente per il lavoro svolto a loro sostegno, il tutto proprio a qualche giorno dal defenestramento dell’ex assessore.
Un caso che non è passato inosservato tra i banchi del Consiglio comunale del 9 febbraio scorso, dove i consiglieri di opposizione hanno chiesto chiarimenti al primo cittadino, che per tutta risposta ha chiesto le dimissioni del presidente dell’Ente, Annalisa De Simone, che in una nota si era allontanata da quanto scritto nel documento dichiarandosi “estranea”.
“Stranamente alla vice presidenza del Tsa c’è una cara amica del sindaco, nominata proprio da Biondi al posto dell’assessore, che solitamente ricopre questo ruolo, che insieme al ballerino aquilano Leonardo Bizzarri, componente del Cda, che avrebbe voluto fare il direttore artistico dei Cantieri dell’immaginario, ma io ho preferito il maestro Leonardo De Amicis, hanno ‘spinto’ le associazioni a firmare quel documento”, ha aggiunto.
Infine Di Cosimo ha precisato che “sono emerse, da ricostruzioni e interviste, diverse ragioni per le quali il sindaco mi avrebbe cacciata”.
Biondi, che non ha mai reso noto il motivo della cacciata dell’ex assessore, dando il via alla creazione di una lunga serie di ipotesi, avrebbe giustificato la sua scelta dicendo che la Di Cosimo avrebbe avuto un alterco con Giampiero Marchesi, ex capo della struttura tecnica di missione della Presidenza del Consiglio dei ministri, che si occupa di Ricostruzione.
Ma oggi, con tanto di screenshot, “vi dimostro che io dico la verità – ha proseguito l’ex assessore, mostrando un messaggio che le è stato inviato proprio da Machesi – Vedete, mi scrive di aver saputo solo tramite Abruzzoweb di aver avuto ‘un alterco’ con me e che, al contrario, abbiamo avuto una discussione con toni pacati e ci siamo salutati in modo rispettoso”.
Tutti i consiglieri di Insieme per L’Aquila e l’ex vice sindaco dell’Aquila,Guido Liris, oggi assessore regionale al Bilancio, “erano a conoscenza di questo messaggio e mi hanno chiesto di ‘abbozzare’, di stare calma, perché la situazione si sarebbe risolta, promettendomi la poltrona per le Politiche sociali”.
Di Cosimo ha sottolineato ancora che, in particolare i consiglieri comunali Leonardo Scimia e Roberto Junior Silveri, e Liris, le sono stati particolarmente vicini e hanno, “almeno apparentemente” cercato di parlare con il sindaco e risolvere tutto.
Tuttavia, ha denunciato l’ex assessore, “mi dicevano di aspettare solo perché a Scimia e Silveri – che ha definito dei ‘bulletti’ e ‘poppanti’ che credono di poter sostituire chiunque – erano stati promessi dei posti in Giunta, addirittura il mio ex capogruppo puntava alla poltrona da vice sindaco, mentre Liris aveva la corsa in Regione e aveva bisogno anche dei miei voti”.
“Mi chiamavano ‘la fedelissima’ di Liris e avevano ragione, io sono stata fedele, lui no, quando fu abbandonato da tutti perché a Roma avevano deciso di candidare Biondi come sindaco del capoluogo abruzzese io l’ho sempre sostenuto, a me invece ha voltato le spalle”, ha spiegato.
Di Cosimo ha continuato dicendo che i suoi consiglieri e l’attuale assessore regionale hanno voluto “accoltellarla”, “scaricandomi all’istante”.
L’ex assessore è tornato ad attaccare anche i giornali, prima e durante la conferenza: “coloro che ho già colpito venerdì hanno paura, stanno facendo di tutto per ‘invitare’ la stampa e i media a non presentarsi per boicottare in tutti i modi la mia conferenza. Segno evidente e conferma che sono nel giusto – ha scritto Di Cosimo sui social a poche ore dall’incontro – Vogliono imbavagliarmi, vogliono che non metta a conoscenza la cittadinanza delle nefandezze che hanno fatto”.
“Alcune testate locali non saranno presenti oggi, perché mi è stato detto che tratto ‘notizie ridondanti’, definite anche ‘percionate sanatgnesine’”, ha precisato ancora contro i giornalisti.
A quattro mesi dalla sua cacciata, dunque, la Di Cosimo mette un punto all’intera vicenda: “I comportamenti poco consoni non ho ancora capito quali siano, ma quello che ho dovuto subire in questo anno e mezzo non lo auguro a nessuno, adesso tutta la città conosce la verità”.





