L’AQUILA – “Ho cercato di parlare al cuore degli aquilani, non alla pancia”.

Il candidato sindaco dell’Aquila per il centrosinistra Americo Di Benedetto, sconfitto al ballottaggio dal centrodestra di Pierluigi Biondi, che proprio stamattina si insedia in Comune con il passaggio di consegne con l’uscente Massimo Cialente, affida ad un breve post su Facebook l’analisi di quanto accaduto con la sorprendente rimonta dell’avversario, che al primo turno era in grande svantaggio.

“Non amo le epurazioni, men che meno le sostituzioni delle persone senza l’eliminazione dei vecchi metodi. Sarei stato la discontinuità in ciò che avrei fatto (non in ciò che avrei detto), nella tipologia di lavoro e nelle relazioni, l’unico reale rinnovamento. Quello rivoluzionario”, dice, replicando in qualche modo a chi, come il consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci, gli ha contestato di aver dato l’impressione di non incarnare fino in fondo il rinnovamento.

“Nessuno avrebbe potuto condizionarmi perché non sono mai stato condizionato – aggiunge – L’educazione ed il rispetto per gli altri non significa acquiescenza”.

“Il problema è di chi è figlio di un percorso guidato che, per emanciparsi, non può far altro che voler togliere di mezzo chi lo ha guidato, per l’appunto. Io non ho, né ho mai avuto di questi problemi”.

“Sono sempre stato il frutto del mio lavoro e della mia correttezza – scrive ancora Di Benedetto – Ringrazio tutti gli aquilani e tutte le aquilane. Mi auguro che le mie parole e il mio essere siano arrivati dritti al loro cuore. Ho sempre anteposto il sentimento ai consensi. Con il sentimento vinci sempre. Buona vita L’Aquila. Io ci sono”. (m.sig.)