L’AQUILA – Ci vorranno circa due giorni per rimettere in funzione il depuratore delle acque che si trova a Pile, (L’Aquila) dopo il furto di materiali interni avvenuto due notti fa.

I ladri hanno rubato centraline, cavi di rame molto grandi e un software ad alta tecnologia che consentivano il funzionamento dell’impianto, che si è quindi bloccato.

In particolare, il programma informatico rubato permette un controllo a distanza dell’impianto ed è gestito da una ditta di Rovigo che, immediatamente contattata dal presidente della Gran Sasso Acqua, Americo Di Benedetto, dovrebbe riuscire a ripristinare tutto in un paio di giorni.

Il danno è importante sia da un punto di vista economico, visto che si parla di 70-80 mila euro, ma soprattutto ambientale, dato che l’impianto si occupa della depurazione delle acque nere provenienti da numerose frazioni dela zona Ovest dell’Aquila, come San Vittorino, Coppito e Sassa, e riversate nel fiume Aterno.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della squadra Volanti, coordinati dal dirigente Enrico Rendesi, e i tecnici della Gran Sasso Acqua, la società pubblica che gestisce il ciclo idrico integrato nell’Aquilano, che insieme ai vigili del fuoco, hanno lavorato ininterrottamente per tutta la notte per riattivare il depuratore.

Operazioni che sono state possibili grazie all’interessamento del prefetto che ha permesso di illuminare la zona anche di notte.

“Ho riunito subito il gruppo di emergenza, con gli ingegneri Aurelio Melaragni, direttore tecnico Gsa,  e Alessandra Marono, responsabile del settore idrico depurativo”, ha spiegato Di Benedetto.

Intanto per scongiurare la diffusione di cattivi odori, si stanno impiegando degli additivi particolari ai liquami. (e.m. – pi.bi.)