L’AQUILA – “La ditta aggiudicataria dell’appalto per le pulizie al progetto Case avrà un utile di soli 144 euro al mese. La giunta comunale revochi l’aggiudicazione”.

È la richiesta del consigliere comunale dell’Aquila di Cambiare insieme-Italia dei Valori, Lelio De Santis.

“In una città come L’Aquila – spiega – a causa di una grande difficoltà economica e di un alto tasso di disoccupazione, c’è una preoccupante fuga di giovani e di famiglie, ma anche un interessante arrivo di imprese operanti nel settore della ricostruzione e dei servizi, provenienti da altre regioni, come la Campania. È evidente che la calamita è rappresentata dalla disponibilità di significative risorse finanziarie, che hanno richiamato tante imprese, le quali non sempre hanno brillato per efficienza e per moralità e, in qualche caso, sono fallite, creando ritardi nella ricostruzione. Nel progetto Case, dopo le vicende dei cedimenti strutturali per cattiva realizzazione, anche i servizi di manutenzione e di pulizie hanno fatto gola e, tuttora, suscitano interesse da parte di ditte provenienti da fuori regione. Tutto regolare e tutto legittimo, quando si rispettano le procedure e le regole d’appalto, quando sono salvaguardati i diritti dei lavoratori e quando c’è il giusto utile d’impresa”.

“Sull’aggiudicazione dell’appalto per il servizio di pulizie del progetto Case e Map, oggetto di esame in più di una Commissione consiliare e di un mio precedente intervento – precisa De Santis – sento il dovere di esprimere forti dubbi, soprattutto, e paradossalmente, sul punto che riguarda l’utile d’impresa previsto nell’offerta economica, di soli 1728 euro l’anno, pari a 144 euro al mese. L’appalto, di un importo a base d’asta per un anno di 704mila 880 euro, è stato assegnato, con ribasso del 49,8 per cento, per 327mila 869 euro, alla ditta Coop.Pul. di Salerno. Il costo dei 28 dipendenti da riassumere è di 327mila 869 euro, a cui si aggiungono le spese per materiali, prodotti, oneri per la sicurezza, a fronte di un utile d’impresa, per un anno, di 1728 euro. Da questo quadro finanziario conseguirà, evidentemente, una riduzione della qualità e delle ore del servizio, con grave danno economico per i dipendenti, oltre che insoddisfazione degli inquilini, i quali devono pagare un canone di compartecipazione ritenuto impari rispetto al servizio assicurato”.

“Ed il vantaggio della ditta aggiudicatrice che viene da Salerno – conclude il consigliere – qual è, visto che non ottiene un giusto utile dalla sua attività imprenditoriale? Il compito dello scrivente è solo quello di vigilare a tutela della trasparenza delle procedure, della qualità del servizio e della dignità del lavoro dei dipendenti , mentre la giunta comunale potrebbe e dovrebbe valutare la possibilità di una revoca in autotutela dell’aggiudicazione”.