L’AQUILA – Una performance all’interno del polo museale Munda dell’Aquila vedrà danzare insieme martedì 24 luglio alle 21, studenti italiani e stranieri per il progetto Erasmus+Ka107 che coinvolge Italia, Mali e Palestina.
L’ooccasione è data dalla Mostra itinerante dei costumi storici dell’Accademia nazionale di danza, a complemento del dialogo fra installazione, corpi e opere d’arte.
Lo scorso 17 luglio è stato inaugurata al Munda l’installazione “Disabitati” di Luigi Battisti all’interno dell’evento Ro-Mat TransumAND, mostra itinerante dei costumi storici dell’And lungo il percorso del tratturo.
Saranno in tutto cinque performer, di cui due progetto Erasmus+Ka107 provenienti dal Mali e vincitori del terzo posto alla XVI edizione del concorso internazionale Premio Roma Danza, sezione coreografia.
Ciascuno di essi sarà parte di una pratica che intende abitare il luogo e dialogare con esso, nella forma di un assolo, di un duo al maschile o al femminile, ma anche di un trio, di un quartetto o di un quintetto, esplorando tanto lo spazio quanto le possibili declinazioni e articolazioni del numero cinque.
La performance, che si concluderà nella sala che ospita l’installazione “Disabitati” di Battisti, è articolata nella mescolanza dei generi e delle culture, in un perpetuo dialogo tra silenzio, parola e i suoni realizzati dal maestro Marco Melia.
Quella dell’Aquila rappresenta la seconda delle otto tappe previste dal progetto che intende far dialogare i cinquanta abiti scelti tra i tanti che hanno scritto la storia dell’Accademia tra il 1935 e il 1968, con lo spazio ospitante, secondo precise dinamiche.
La mostra ha lasciato Roma e il Mattatoio “La Pelanda” con la messa in scena con 50 abiti e cinquanta bozzetti di Alfredo Pirri ed è arrivata nel capoluogo abruzzese con l’allestimento di Luigi Battisti.
L’artista, diplomato all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, ha allestito la sua opera sospendendo o ripiegando i costumi su trapezi policromi, pendenti dai binari dell’ex mattatoio e, sul fondo, fili di bandierine colorate cadono in verticale creando una parete mobile e percorribile.
Su alcune bandierine sono disegnate con olio di papavero figure che con il dilatarsi dell’olio sulla carta perdono la loro corporeità.
L’analogia che lega le due parti dell’installazione è la perdita del corpo: i costumi sono disabitati, i corpi sulle bandierine non più riconoscibili.






