L’AQUILA – Una confessione a cuore aperto, una storia di “resurrezione” più che di redenzione, che dai bassifondi di Calì in Colombia e le carceri di San Quintino e Barcellona lo hanno portato a essere uno degli stilisti e dei produttori di moda giovane più conosciuti al mondo.
È la storia di Ilan Fernàndez, ex numero del narcotraffico mondiale, che neanche ventenne era riuscito a diventare il numero uno un’organizzazione criminale ramificata nel commercio e lo spaccio di sostanze stupefacenti su scala mondiale. Arrestato sul finire degli anni ’80 nella centralissima plaza de Catalunya a Barcellona un ragazzo cresciuto troppo in fretta inizia il suo cammino di riscatto culminato con l’ideazione e la diffusione del marchio “Deputamadre69”, oggi diffusissimo tra adolescenti e teen ager.
Una storia raccontata nel libro dell’italiano Giulio Laurenti (Einaudi), intitolato “Suerte”, che giovedì 26 aprile, alle 17:30, verrà presentato nella libreria aquilana Colacchi, presso il centro commerciale Amiternum, nel quartiere di Pettino. La serata sarà condotta dalla scrittrice Samanta Di Persio, mentre la giornalista Barbara Bologna leggerà dei passi del volume.
All’incontro sarà presente l’autore, con il quale sarà possibile ripercorrere le tappe che lo hanno portato alla stesura di un libro duro e come un colpo allo stomaco ma al tempo stesso ricco di speranza.
“Deputamadre”, che non è un insulto verso la mamma della persona a cui viene rivolta l’espressione che, al contrario, in slang spagnolo e nelle lingue latine vuole dire “alla grande” e viene utilizzata quando qualcuno chiede “Como estas” (come stai).
“Fossi nato una generazione prima sarei stato certamente un capo rivoluzionario – inizia il libro – Sono venuto al mondo quando in Colombia si erano aperte altre strade alla rabbia”.
“Suerte”, parola che in spagnolo vuol dire fortuna, era il nome che Ian, che nel suo mondo era conosciuto come Pablo, aveva dato al suo yacht, uno dei tanti beni di lusso di utilizzati nel corso di una vita passata, fatta di eccessi e dissolutezza.
Una vita contraddistinta da soldi e cocaina, traffico d’armi e belle donne nella sua prima parte e che dopo gli anni di galera ha preso una piega decisamente diversa, grazie ad una enorme forza di volontà, fortuna ed un’idea nata per gioco che ha portato alla nascita di un marchio diffuso in oltre 30 paesi del mondo.






