L’AQUILA – Altri tre balconi sono caduti nel complesso del progetto C.a.s.e. di Cese di Preturo, uno dei 19 quartieri del mega insediamento di circa 4.500 alloggi antisismici, voluto dall’allora premier, Silvio Berlusconi, dopo il sisma del 6 aprile 2009, e costruito a tempo di record per dare un tetto a oltre 16mila aquilani.
Lo comunica il Comune dell’Aquila. Gli alloggi si trovano all’interno del complesso situato in via Gian Maria Volontè numero 6, piastra 20, già sgomberato in passato per la caduta di un primo balcone con gli appartamenti abitati, e con una tragedia sfiorata, pertanto, non sono stati registrati danni a persone o cose.
Dopo il primo, avvenuto nel 2014, in quella piastra non abitatata, hanno ceduto altri due balconi, uno nell’aprile 2016 e l’altro nel novembre 2018, senza danni alla persone perché, come detto, sgomberata, per cui complessivamente sono sei i manufatti in legno che hanno ceduto.
Sul posto oggi sono intervenuti personale del settore Opere pubbliche, della Protezione civile del Comune dell’Aquila e del Corpo di Polizia municipale che ha effettuato rilievi e controlli.
Nei prossimi giorni verranno rimossi i materiali di risulta derivanti dalla caduta dei terrazzini.
Il primo crollo ha portato allo sgombero dell’area, a estesi controlli in centinaia di altri balconi realizzati con lo stesso materiale, e all’apertura di una inchiesta da parte dei pm aquilani che ha constatato la realizzazione con materiai scadenti e con modalità non corrette e alla richiesta di rinvio a giudizio.
Coinvolte 29 persone, tra fornitori del legname, iperiti, ditta esecutrice dei lavori e sei tecnici comunali. Il procedimento, però, si avvia alla prescrizione.
Nel 2014 si sfiorò la tragedia: un balcone si staccò dal secondo piano di un edificio schiantandosi su quello del piano di sotto, dove solitamente stazionava un signore di 88 anni il quale, per fortuna, in quel momento era altrove.



