L’AQUILA – Crollano le mura antiche dell’Aquila mentre resta paralizzata la rinascita della storica Porta Barete, antico accesso da Ovest alla città, che fa a pugni con i lavori di ricostruzione privata post-sisma di un condominio nelle vicinanze, il civico 207 di via Roma.
Forse per la fitta pioggia dello scorso weekend, andata avanti per ore, forse per i lavori fermi ormai da mesi per la questione ancora irrisolta, alla fine è arrivato improvviso il crollo di una parte delle mura.
L’area è stata oggetto di una serie di scavi archeologici, per la cui autorizzazione è stata perfino aperta un’inchiesta giudiziaria, che hanno portato a ritrovare un leone in pietra di epoca romana, del tutto simile a quelli che si trovano nel Getty Museum di Los Angeles e della chiesa aquilana di San Pietro.
Il Comune ha proposto ai condòmini del civico 207 lo spostamento di qualche metro del palazzo per liberare l’area offrendosi addirittura di pagare il progetto da 100 mila euro, ma nessuna risposta è arrivata in tal senso né ci sono stati passi in avanti.
Sulla questione, per questo motivo, si continua ad assistere alla totale stasi sia dei condòmin, sia del Comune capoluogo che della Soprintendenza unica.
Quest’ultima, dopo aver ereditato la patata bollente dalla vecchia direzione regionale, ora segretariato, da quanto appreso ancora non si adopera a ripristinare il vincolo, tolto per alcuni vizi procedurali in fase di notifica.
Del crollo, a quanto pare, non si è accorto nessuno, né qualcuno ha ritenuto opportuno intervenire pubblicamente.
Nella zona, tra l’altro, non ci sono cartelli o nastri che delimitino l’area oggetto dei ritrovamenti, ma anche dell’importante e improvviso crollo.






