L’AQUILA – Non c’è pace per la maggioranza in Consiglio comunale guidata dal sindaco e vice commissario Massimo Cialente (nella foto).

Da quella sinistra che contribuì alla sua vittoria alle amministrative del 2008 sono giunte le picconate più dure: nei mesi scorsi Prc ha ritirato il proprio assessore (Antonio Lattanzi) e chiesto apertamente, nell’ultima riunione dell’assemblea civica prima della pausa estiva, il commissariamento dell’ente.

E’ di queste ore la durissima lettera con cui il consigliere Giuseppe Bernardi (eletto nei Ds, successivamente transitato in Sinistra democratica e poi Sel, fondando il gruppo consiliare Sinsitra per L’Aquila) sbatte la porta, abbandonando sia la poltrona di membro della quarta commissione consiliare sia la coalizione che sostiene l’ex parlamentare mussiano.

Un’uscita di scena che segue altri abbandoni clamorosi: da quello del direttore generale Massimiliano Cordeschi, all’ex assessore alle Politiche sociali ed abitative Giustino Masciocco (poi sostituito dall’ex presidente della Provincia Stefania Pezzopane), al consigliere Franco Colonna (eletto nella lista civica Impegno per L’Aquila) sino all’esponente Pdl Pierluigi Tancredi che ha lasciato definitivamente l’incarico di consigliere comunale.

I numeri, risicatissimi, sono ancora dalla parte di Cialente: è solo grazie alla sua presenza che la maggioranza può essere ancora garantita in Consiglio (21 membri). Un’altra defaillance e si tornerà ad elezioni anticipate anche al Comune dell’Aquila: la crisi non è ufficiale solo per un formalismo aritmetico

CIALENTE: “SE NON CI SONO I NUMERI SI VA CASA”

“Non posso che constatare un dato: se non ci sono i numeri il Consiglio si scioglie e si torna a votare”.

Nel giorno dell’ufficialità delle dimissioni di Giuseppe Bernardi il sindaco Cialente è più avvilito che amareggiato nel constatare che la maggioranza che l’ha portato a sedere sulla poltrona di primo cittadino è appesa ad un filo.

Il primo cittadino del capoluogo, però, non le manda a dire a chi, per un motivo o per un altro, non se la sente più di contribuire al governo della città.

“Noto un sempre più frequente sottrarsi alle proprie responsabilità – afferma Cialente – di diversi esponenti che siedono (o che sono andati via) in Consiglio comunale. Se vogliono che vada a casa non c’è problema, me lo dicano chiaramente. Non mi ritengo attacabile, lavoro tutti i giorni come una bestia per il bene dei cittadini e devono dirmi dove ho sbagliato. Aspetto la stessa risposta che Bertinotti deve ancora dare a Prodi. Sottolineo che tutti gli attacchi giungono dalla sinistra della maggioranza: Prc ha chiesto il commissariamento, Sinistra e Libertà ora abbandona la coalizione. Non si rendono conto di quali scenari drammatici si aprirebbero”.

Evidente il riferimento ad un’ipotesi di commissariamento del Comune.

“Se non si è ancora capito cosa vuol dire gestire un’emergenza con un commissariamento, come accade a Montereale (dove peraltro ora c’è un vice commissario prefettizio) va benissimo, andremo tutti a casa. La verità è che far fronte senza un’organizzazione vuol dire solamente creare problemi ai cittadini. Ognuno si assume le sue responsabilità. Io le mie le ho assunte e me le assumo ogni giorno, lavorando e facendo il massimo per la popolazione. Se poi a qualcuno questo non basta vuol dire che si andrà ad elezioni anticipate così ci sarà un sindaco più democratico o più di sinistra”

LA LETTERA DI DIMISSIONI DI GIUSEPPE BERNARDI

Questo il testo della durissima lettera di dimissioni da componente della quarta commissione e dalla maggioranza inviata al sindaco Cialente dal consigliere Giuseppe Bernardi.

“Caro Sindaco, nel riconfermarti tutta la solidarietà espressa in Consiglio Comunale per il difficile e complicato mandato che siamo stati chiamati a ricoprire e nel riconfermarti la correttezza nel ruolo di Consigliere comunale che ho sempre cercato di perseguire, Ti scrivo per formalizzare la mia uscita dalla maggioranza in Consiglio comunale e conseguentemente le dimissioni da Presidente della IV Commissione.

In questi tre anni ho cercato sempre di dare il mio contributo al lavoro del Consiglio e delle Commissioni relazionandomi in maniera propositiva con Te, con gli Assessori e con i colleghi Consiglieri per l’emanazione di provvedimenti utili alla nostra città, cito per esempio il più recente “Regolamento sull’informazione e la trasparenza” e le delibere riguardanti il settore dell’industria.

Purtroppo non mi sento più parte di questa maggioranza di governo, una maggioranza  che è continuamente condizionata dal ricatto del “furbo” partito di turno, che è più che presente per spartirsi ogni poltrona disponibile ed è invece latitante quando è chiamata a confrontarsi su temi importanti per la nostra città e per la sua ricostruzione.

Nell’ultima riunione di maggioranza avevi chiesto a tutti uno sforzo per “alzare l’asticella” della qualità delle persone che avrebbero dovuto ricoprire gli incarichi nei CdA delle Aziende Municipalizzate  che, ora più che mai, hanno bisogno di una dirigenza altamente qualificata. E cosa è stato fatto? Hai condiviso con la maggioranza il metodo da “Manuale Cencelli” per la spartizione delle poltrone. Ogni partito è stato “pesato” non per il lavoro svolto o per le professionalità messe a disposizione, ma per il peso degli incarichi ricoperti nei vari Enti. Ne è uscito un quadro secondo cui alcuni erano in credito e potevano reclamare poltrone, altri erano in debito e potevano solo ringraziare la maggioranza, con buona pace del principio di “alzare l’asticella”.

Ma c’è di più, si è assistito allo strategico accorpamento di più partiti e si parla di dimissioni di consiglieri da altri enti per ottenere un aumento di crediti!

Ebbene, questo metodo non fa parte della cultura politica di sinistra, il mio gruppo non ha mai rivendicato posti neanche quando è rimasto senza Assessori in Giunta, ma soprattutto non fa parte della mia cultura e sicuramente non è di aiuto alla città.
Non possiamo accusare sempre altri per la degenerazione della politica italiana e poi in casa avalliamo comportamenti che tale degenerazione espande.

Personalmente non voglio avere né crediti né debiti con questa maggioranza!
Per questo non ne voglio più far parte e, coerentemente, rassegno le dimissioni da Presidente della IV Commissione consiliare ringraziando i segretari che con molta professionalità mi hanno supportato nel lavoro svolto.

Infine mi duole fare un’amara constatazione: non c’è più nessun partito di sinistra nel governo della città e ben poco è rimasto della coalizione che Ti ha portato all’elezione a Sindaco. Spero solo che in consiglio comunale riusciremo a soddisfare le reali esigenze della città e non gli interessi personalistici dei peggiori “creditori”!

G.A

D’ERAMO (LA DESTRA): “CIALENTE SI DIMETTA” (di Elisa Marulli)

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