L’AQUILA – Con 1.200 lavoratori indennizzati e senza lavoro in più rispetto all’anno scorso, nonché 200 milioni e passa inutilizzati, la crisi giganteggia nella provincia dell’Aquila.

Dati alla mano, il segretario provinciale Cgil, Umberto Trasatti, ha illustrato oggi i dati drammatici che affligono tutto il comprensorio.

I beneficiari degli interventi a sostegno dell’occupazione (ammortizzatori sociali) al 31 agosto sono statti 9.273 lavoratori (dati Inps), di cui 1.414 in mobilità (”si possono definire già senza lavoro”, ha dichiarato Trasatti) e 4.847 che percepiscono l’indennizzo di disoccupazione.

Lo scorso anno, il conto di quest’ultima categoria si era fermato a 3.688 lavoratori. Insomma si è registato un incremento di 1.159.

“Le persone in qualsiasi forma di cassa integrazione hanno dovuto subire i contratti di solidarietà oppure hanno avuto una riduzione di ore di lavoro, con la conseguenza di ricevere uno stipendio molto basso, eppure vengono conteggiate tra gli occupati – ha fatto notare Trasatti – Ci sono lavoratori e cassaintegrati che prendono solo 400 euro al mese, non è facile vivere in questo modo. Ancora una volta la crisi colpisce le fasce della popolazione più deboli”.

Il sindacalista ha suonato la sveglia ai politici ricordando che ”che la campagna elettorale è finita e tutte le forze politiche devono impegnarsi a trovare dei rimedi alla situazione. Oltre ai progetti di lungo respiro – ha assicurato – bisogna dare risposte immediate e le possibilità ci sono, somme che devono essere spese subito ma che sono ancora nel cassetto. Questi fondi non risolverebbero tutti i problemi, ma darebbero un po’ di respiro all’economia aquilana”.

Gli esempi sono eclatanti. Per la Cgil non “sono stati utilizzati i 100 miloni di euro previsti per il ripristino e il potenziamento della rete ferroviaria all’interno del ‘cratere'”, ai quali si aggiungono 90 milioni di euro del de minimis ”che dopo l’atteso regolamento, sono ancora bloccati” e infine “il 5 per cento delle risorse per la ricostruzione non è stato impiegato per il sostegno alle imprese”.

Trasatti ha poi descritto che nel comparto metalmeccanico i dati della Cgil mettono in luce una stima di lavoratori in esubero pari a 1.806 persone. La crisi colpisce anche i 300 addetti dell’agroindustria. Non si sorride nemmeno nel settore servizi. All’Aquila sono 90 gli addetti nelle scuole e sono tutti in cassa integrazione. In crisi la sanità privata, con 70 dipendenti in Cig straordinaria alla Sanatrix che aspettano ancora la ricollocazione, e 40 alla clinica Santa Maria.

Da non dimenticare i 110 contratti in scadenza e le 90 persone già in cassa integrazione straordinaria per Abruzzo Engineering.

E la chicca finale. “Si resta basiti nel vedere i dati sull’edilizia dopo che tutti definivano L’Aquila ‘il cantiere più grande d’Europa’: nel luglio 2010 i lavoratori erano 7.142, sono stati 6.368 nello stesso mese del 2012.