L’AQUILA – “Cialente ce l’ha con me perché non sono come uno di quei ‘servetti’ che ha intorno per uno strapuntino di sottopotere dentro una ex municipalizzata, io non ho mai chiesto l’assessorato, semmai è lui che mi ha offerto prima la presidenza della commissione Statuto e poi la delega alle Politiche giovanili, che io ho rifiutato”.

È un fiume in piena il capogruppo della lista civica L’Aquila oggi Fabio Cortelli, alle prese con una infinita querelle nei confronti del primo cittadino del capoluogo, Massimo Cialente, che lo ha “catalogato” tra i consiglieri in quota alla minoranza, nonostante la sua formazione, al ballottaggio delle amministrative, si sia apparentata con il centrosinistra dopo aver sostenuto al primo turno Angelo Mancini.

“Il sindaco non può dare patenti di appartenenza, non è il padrone della maggioranza, in Consiglio il suo voto vale uno, quanto il mio – aggiunge Cortelli – Io sono un uomo di centrosinistra e credo in quello schieramento, ma non mi si può chiedere di dire sempre di sì a qualsiasi cosa”.

“Tra queste – spiega il consigliere – c’è la storia del ‘concorsone di Ferragosto’: se, come hanno detto gli assessori Betti Leone e Pietro Di Stefano, gli staff politici salteranno la preselezione sarà una vergogna per la città”.

“Il fatto che io parlo con sincerità, evidentemente, gli dà fastidio – sottolinea – così come non sopporta che io non sia sul mercato, come gli ho dimostrato anche qualche minuto prima della seduta di insediamento del Consiglio, quando si è presentato con la sua offerta dell’ultima ora”.

“E comunque – conclude infuriato Cortelli – non devo certo rispondere dei miei comportamenti a lui né a un qualsiasi partito, visto che non ho mai avuto tessere in tasca, ma soltanto ai cittadini che mi hanno eletto”. (pi.bi.)