L’AQUILA – “Il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, fa finta di non sapere che il patrocinio del Comune a una iniziativa costituisce il riconoscimento da parte dell’ente del suo particolare valore sociale, morale, culturale, celebrativo, educativo. La sua amministrazione ha dato dunque questo riconoscimento a un’iniziativa neofascista per la riabilitazione del colonialismo italiano. Con queste scelte il sindaco e la sua giunta disonorano il capoluogo dell’Abruzzo”.

Così in un comunicato Maurizio Acerbo, ex consigliere regionale abruzzese, oggi segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista, che interviene sul caso del convegno, all’Aquila, dal titolo “Italia. Il colonialismo italiano tra storia e leggenda nera”, organizzato dall’associazione Piazza Fontesecco – con relatore Alberto Alpozzi, reporter di guerra e autore della trilogia “Bugie coloniali” – e patrocinato dal Comune dell’Aquila tra le accuse e le richieste da sinistra e centrosinstra al sindaco di prendere le distanze e togliere il patrocinio, accuse che il primo cittadino aquilano, oggi FdI ma ex CasaPound – movimento politico di estrema destra considerato vicino alla associazione Piazza Fontesecco, posizione smentita dalla stessa associazione – ha rispedito al mittente. Il tutto dopo che in occasione della scorsa edizione della Perdonanza Celestiniana era stato promosso un incontro con una associazione accusata di sostenere l’apartheid in Sudafrica.

“Con gran faccia tosta – accusa Acerbo – il sindaco rigira la frittata e si presenta come difensore del pluralismo contro quella che definisce censura di sinistra. Non è colpa nostra se la destra in Italia ha una matrice fascista da cui non riesce a distanziarsi. Ricordo a Biondi che le libertà di parola, stampa, riunione in Italia sono state negate in Italia per venti anni dal regime di cui è evidentemente un nostalgico. Dal dopoguerra è stata garantita dalla Costituzione nata dalla Resistenza. L’autore del libro mi ha invitato a partecipare alla presentazione. Ovviamente ho declinato invito e non solo perché devo partecipare a un’iniziativa per la pace in Umbria. Di cosa dovrei discutere con chi ci vuole raccontare che i fascisti hanno fatto anche “cose buone”. Sentirci ripetere che hanno fatto le strade?”.

“Il colonialismo italiano, secondo le stime più prudenti, ha fatto più di 500.000 morti e questi crimini sono stati ampiamente rimossi dalla coscienza nazionale. Ora siamo arrivati alla riabilitazione in piena regola con tanto di patrocinio del Comune. Non vado a convegni organizzati da un gruppo neofascista come Casa Pound che da anni chiediamo con l’Anpi e più di un milione di cittadine/i che sia sciolto in applicazione della XII disposizione transitoria della Costituzione”, continua l’esponente di Rifondazione Comunista.

“Noi di Rifondazione Comunista ci siamo anche costituiti parte civile nel processo a Bari contro squadristi di Casa Pound che aggredirono con bastoni Eleonora Forenza e altri compagni. Ricordo che L’Aquila è il collegio elettorale di Giorgia Meloni. Poi si offendono se gli dai dei fascisti! Si sente la mancanza della voce pubblica di un grande storico come Raffaele Colapietra“, conclude Acerbo.