L’AQUILA – “Sul nuovo scandalo calcioscommesse ci andrei cauto, le intercettazioni dipende da come si leggono, non da come sono. Sui giornali c’è un processo fatto prima del processo, prima bisognerebbe accertare i fatti”.

Sono le dichiarazioni di Luciano Moggi, ex direttore generale della Juventus, intervenuto telefonicamente al convegno “Calciopoli: storia di un inganno”, organizzato all’Aquila da un giornalista (Roberto Santilli) e professionisti (gli avvocati Andrea Liberatore e Stefano Del Biondo) tifosi della Vecchia Signora in collaborazione con il sito Juventinovero.com.

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“Quanto a Calciopoli, lunedì dirò quello che non ha fatto la Juventus e che invece hanno fatto gli altri. Ci sono 170 mila telefonate da cui traspare l’innocenza nostra e della società”, ha aggiunto Moggi .

“Conte alla Juve? Lo vedo bene – ha affermato l’ex dg bianconero sulla nuova guida tecnica della Juve – se la società lo tutela come ha fatto il Milan con Allegri”.

“Ziegler e Pazienza nella mia Juve non sarebbero andati neanche in panchina, Pirlo invece è un campione. Come giudico il lavoro di Marotta? Speriamo cominci a lavorare adesso. All’Aquila – ha annunciato Moggi – farò una scappata”.

IL CONVEGNO

Oltre agli esperti del “Team” che si occupa di fare le pulci al processo sportivo del 2006 e a quello penale attualmente in corso a Napoli, in sala è presente anche Maurilio Prioreschi, legale di Moggi da cinque anni.

“Il titolo ‘Storia di un inganno’ – ha spiegato ad AbruzzoWeb – è tutto un programma: dal processo penale sta emergendo una situazione del tutto diversa da quella del 2006, che mi auguro riabiliti Moggi e la Juve”.

Secondo il legale dell’ex diggì, “quello del 2006 è stato un procedimento parziale, basato su atti d’indagine mirati contro la società bianconera e contro il mio assistito”.

“Volutamente – ha rincarato – è stato escluso tutto ciò che riguardava altre società calcistiche, un’alterazione della realtà. Per fortuna nel nostro ordinamento la prova si forma in dibattimento, e oggi tutto quanto era stato costruito ad hoc e scientificamente è clamorosamente crollato”.

Una rivoluzione che, però, non è stata pubblicizzata dalla stampa nazionale. “Premesso che fa più notizia un Moggi colpevole che un Moggi innocente – ha detto Prioreschi – e che c’è un sadismo in più quando si parla di Juventus, c’è un dato oggettivo e cioè quello che alcune proprietà dei grandi quotidiani siano schierate da una certa parte”.

Ma Moggi rientrerà nel calcio? “È sempre rimasto il suo mondo – ha assicurato l’avvocato – ma per ora fa il giornalista, poi si vedrà”.

E gli scudetti 2005 e 2006 tolti alla Juve, possono tornare in discussione? “Per ora conta togliere all’Inter quello del 2006, la fase di riassegnazione semmai sarà successiva e dipenderà dall’atteggiamento che terrà la società e dalla sentenza penale”. (alb.or.)