L’AQUILA – Gli aquilani tornano a sfidare il condottiero Braccio da Montone e lo fanno a piazza Duomo, nel cuore della città.
Andrà scena oggi, 2 giugno, festa della Repubblica Italiana, a partire dalle 16 la rievocazione dell’avvenimento storico che ha cambiato il corso della storia antica della città.
Una data, quella del secondo giorno di giugno, che ha per gli aquilani una doppia valenza simbolica perché, proprio, in questo giorno, nel XV secolo, si scontrarono gli interessi del papato, del Regno di Napoli e dei casati nobiliari meneghini e umbri, tutti desiderosi di avere le chiavi della città, all’epoca florida per via dei commerci e della presenza di risorse importanti del territorio, per accrescere la propria potenza.
L’evento rievocativo è organizzato da Paolo Orsini, che porta le atmosfere medievali in città, già da parecchi anni. In questa edizione, durante il torneo gli stendardi e i combattenti porteranno la fascia listata a lutto, in ricordo della scomparsa avvenuta ieri di Walter Orsini, papà di Paolo.
A causa del tempo incerto oggi ci sarà solo la rievocazione, mentre l’allestimento dell’accampamento, i giochi medievali a premi, i tornei e lo spettacolo degli sbandieratori sono stati rinviati a luglio, nei giorni che vanno dal 22 al 24, al Parco del Castello.
Come ricordano Alessandro Ciuffetelli e Andrea Tozzi, nella loro pubblicazione 2 giugno 1424 – La battaglia di Bazzano, prendendo spunto dalle vicende politiche italiane dell’inizio del XV secolo e in particolare dalle lotte interne allo Stato della Chiesa e dal susseguirsi delle crisi dinastiche che avvelenarono gli ultimi anni della dinastia angioina di Napoli, la città dell’Aquila, si ritrovò al centro di una crisi politico militare di vaste proporzioni.
Dovette affrontare da sola, uno dei più terribili condottieri del ‘400, il perugino Braccio da Montone. Riuscì a costruire nei suoi luoghi natii, un Regno tanto potente che creò turbamenti all’interno del panorama politico italiano. Nel 1423, animato dal desiderio di accrescere la propria fama e il proprio potere, mise la città dell’Aquila sotto assedio.
Prendere L’Aquila avrebbe significato possedere le chiavi di accesso per il Regno di Napoli, che all’epoca dominava indisturbato a braccetto con lo Stato del Vaticano. La svolta avvenne grazie all’intervento del papa Martino V, eletto a seguito del Concilio di Costanza nel 1417.
Formò una forte lega intorno alle figure di spicco di Jacopo da Caldora, già alleato con Braccio da Montone e Francesco Sforza, erede del famoso casato meneghino, che sarebbe poi diventato conte di Milano, con l’obiettivo di annientare lo spietato e scomunicato conte perugino.
Tutte le figure di spicco di questo periodo storico, accomunate dal desiderio di difendere L’Aquila, si ritrovarono quindi, all’alba del 2 giugno del 1424, lungo la piana di Bazzano, poco fuori le mura della città, per combattere questa battaglia.






