L’AQUILA – L’occupazione dell’Istituto d’Istruzione superiore ”Domenico Cotugno” continua.

Dopo aver indetto d’urgenza un’assemblea straordinaria lunedì 7 novembre, gli studenti hanno dichiarato l’edificio scolastico occupato.

“L’inefficienza burocratica – si legge nel comunicato emesso dal “Cotugno” – l’inerzia delle istituzioni e le numerose e spudorate false promesse hanno portato all’esasperazione una classe studentesca che si vede privata di qualsiasi opportunità. Opportunità non solo a livello scolastico-lavorativo, ma anche a livello sociale”.

“I fantomatici fondi destinati a strutture volte alla ricomposizione del tessuto sociale – prosegue la nota – subiscono inspiegabilmente periodici blocchi che impediscono la realizzazione di alcunché. Esempio lampante il centro polifunzionale che doveva essere pronto entro giugno 2011. A distanza di cinque mesi, l’iter burocratico-amministrativo risulta ancora sospeso”.

“Gli studenti – prosegue – con questa mobilitazione dimostrano di condividere e partecipare attivamente alla settimana di protesta cittadina indetta contro la restituzione delle tasse. E, per rivendicare i loro diritti anche a livello scolastico, chiedono l’istituzione di un organo paritetico all’interno dei consigli d’istituto”.

“La protesta in questo istituto è stata organizzata in modo tale da offrire agli studenti il maggior numero possibile di attività formative delle quali non possono fruire abitualmente – continua il comunicato – Oltre a circoli letterari, lezioni di recupero e approfondimento di materie curricolari e ad un ufficio stampa, sono stati attivati in orario scolastico corsi di disegno, teatro, lingua russa, fotografia, chitarra, arte culinaria, cineforum e concerti”.

“Vogliamo, con la nostra costante presenza nell’edificio scolastico, catalizzare su di noi l’attenzione delle amministrazioni cittadine, per dimostrare che la classe studentesca c’è e pretende di partecipare in maniera attiva alle decisioni riguardanti non solo l’ambito scolastico, ma anche e soprattutto quello civile” conclude la nota.