L’AQUILA – A due anni dal sisma sono tanti i progetti di Confcommercio e del Comune dell’Aquila per tutelare le piccole e medie imprese locali.

Questa mattina, in una conferenza stampa congiunta, si è posto l’accento sugli indennizzi, sulla rilocalizzazione e sui progetti di un piano commerciale post-sisma e la creazione di un luogo di coordinamento delle attività. 

Si sta mobilitando per tutelare le imprese il direttore, Celso Cioni, che ieri ha incontrato il prefetto, Maria Giovanna Iurato, chiedendole di mettere a disposizione anche la stessa Prefettura per far sì che tutti gli attori della rinascita dell’Aquila possano incontrarsi.

“È necessario – ha affermato – un luogo di ritrovo periodico, più che altro dovrà rappresentare un luogo di volontà e di coordinamento delle attività. Sulla collocazione fisica il prefetto vuole far decidere anche gli altri ‘attori”’.

“Un altro passo importante – ha aggiunto – è l’incontro con il sindaco, Massimo Cialente, per la rilocalizzazione delle attività. Abbiamo richiesto la riapertura dei termini per le richieste dei rimborsi, a seguito dei danni e del mancato guadagno”.

“Il nostro obiettivo – ha spiegato – è tutelare anche le piccole attività che, a seguito della nascita di alcune rotatorie, hanno risentito delle problematiche. Per ovviare a queste criticità c’è stato un incontro con il direttore dell’Anas”.

Cioni si è soffermato poi sulle liquidità donate finora alle imprese. “L’ordinanza della presidenza del Consiglio dei ministri numero 3789 del 2009 – ha detto – derogata ai singoli Comuni riguardava una cifra di 37 milioni 430 mila euro. Su 45 comuni hanno risposto solo tre sulla fluidità andata nelle tasche delle imprese. I comuni sono Olindoli, Bugnara e Fossa”.

L’assessore al Commercio del Comune dell’Aquila Marco Fanfani ha parlato degli indennizzi. “Il comune – ha detto – ha erogato 33 milioni di euro per gli indennizzi. Su 3.924 domande giunte, attualmente sono state evase 3.400. Le 500 circa rimaste presentavano criticità o incongruenze. Alcuni di questi casi comunque potranno essere interpretati nuovamente”.

“In consiglio Comunale – ha contionuato – è stato approvata all’unanimità la rilocalizzazione, che dovrà avere le caratteristiche di temporaneità e rimovibilità. Si potrà chiedere al presidente della Regione, Gianni Chiodi, di riaprire i termini. Inoltre è necessario interpellare la Regione per l’edificabilità delle aree”.

“A due anni dal sisma – ha precisato l’assessore sulla rilocalizzazione – tutta la grande e media distribuzione ha riaperto e stiamo spingendo perchè in centro storico riapra la ‘Standa’, che darebbe 50 posti di lavoro. Intendiamo favorire le riaperture in centro. La rilocalizzazione vede 570 attività di cui 40 nel centro storico. Nel centro storico prima del sisma c’erano 900 attività, oggi sono in una situazione di ‘limbo’ circa 300 attività”.

Sulle attività ferme Cioni ha aggiunto che “ogni saracinesca abbassata è una sconfitta per tutti, perchè è un pezzo di storia che scompare”.

L’assessore Fanfani ha parlato delle esigenze delle new town. “Occorrerà – ha spiegato – riprogrammare le attività i 19 nuovi quartieri, alle prese con problemi di servizi, tra gli altri commerciali”.

“Siamo intenzionati – ha precisato – a stilare un piano commerciale post-sisma, frutto della sovrapposizione degli studi sull’evoluzione demografica dell’Università di Napoli e sugli studi di rilocazione dell’Otas, che è una struttura imprese di derivazione di Confcommercio”.

“Solitamente – ha affermato sui tempi – l’iter è molto lungo, ma spero che entro l’estate si possa avere una prima bozza da presentare entro fine anno”.

La Confcommercio ha inoltre confermato che il lunedì di Pasqua tornerà il classico appuntamento nella popolosa frazione di Paganica con 75 bancarelle lungo viale dello Sport e via Evangelista.