L’AQUILA – “Potrebbe sembrare discutibile la metodologia dell’organizzazione della macrostruttura dell’Ente ma è stata modificata perché ci si è dovuti adeguare a tutte le esigenze. Nessuno esclude che se fosse necessario potrebbe essere modificata anche tutti giorni”.

Così l’assessore al Personale del Comune dell’Aquila Alfredo Moroni ha commentato ad AbruzzoWeb la vicenda dei concorsi finiti sotto la lente di ingrandimento della procura del capoluogo a seguito di un esposto della commissione comunale di Garanzia e di vigilanza.

“Non ci sono state anomalie né è mancata trasparenza – ha affermato Moroni – è vero solo che sono stati emanati due avvisi di mobilità perché ci fu una proroga per estendere a più persone la possibilità di presentare domanda”.

Incalzato, il dirigente ha affermato che la proroga ha avuto motivo d’essere “perché i tempi erano ristretti e per dare la possibilità a più persone di rientrare nelle selezioni, modificando così alcuni requisiti, in particolare quello sul possesso della laurea, dopo aver rilevato essere una richiesta non corretta”.

“Per me invece il procedimento è sempre stato limpido – ha spiegato Moroni – e a settembre sostenni l’ampliamento della graduatoria per dare a più persone questa opportunità, ritenendola una modifica che andava a migliorare l’avviso. Prorogato il termine, è toccato agli uffici occuparsi del colloquio di selezione e della graduatoria e ritengo che non ci sono stati profili di illegittimità”.

“Non sono stato convocato dai magistrati per dare informazioni – precisa Moroni – ma ho ricevuto solamente un invito da Enzo Lombardi (consigliere comunale di Forza Italia, presidente della commissione, ndr) che mi ha invitato a una seduta dell’organismo per discutere delle problematiche legate non ai punteggi ma alle procedure, approfondendo la questione e riaprendo l’avviso accusato di poca trasparenza”.

“Una sola persona, per quel che mi risulta, è stata fino ad ora assunta in Comune a tempo indeterminato”, ha dichiarato il dirigente.

Moroni ha fatto anche uno screening dei dipendenti assunti al Comune con contratti co.co.co. o a tempo determinato finanziati con le ordinanze del presidente del Consiglio dei ministri: “100 sono stati assunti nel 2009 (88, di cui tre dirigenti, autorizzati dall’Opcm 3808 e 12 dalla 3784), due con la 3784, anche se la norma prevedeva che potevano esserne assunti sei con lo scorrimento delle graduatorie di altri enti”.

Per quanto riguarda i co.co.co., il totale è di 43, di cui 30 autorizzati dalla 3805, cinque dalla 3771 e otto dalla 3881 che, grazie alla “miniproroghe” di Mario Monti del 2 gennaio 2011.

Un esercito, quindi, di oltre 260 persone, se si contano anche gli 85 lavoratori di Abruzzo Engineering assegnati all’ente, per un costo di circa 10 milioni l’anno, come già scritto da questo giornale in una delle puntate dei costi della “governance” della ricostruzione.

L’organico complessivo del Comune a tempo indeterminato, invece, “che rimane molto scoperto perché potrebbe essere di 605 posti” è composto da circa 400 persone.