L’AQUILA – I lavoratori della P&A Service e InterCompel, entrambi del Gruppo Compel, aziende manufatturiere di elettronica a Bazzano (L’Aquila) sono andati a “bussare” al Consiglio provinciale, visto che erano previste le riunioni di alcune commissioni consiliari.
Accompagnate da Gino Mattuccilli della Fim-Cisl, Alfredo Fegatelli della Fim-Cisl e Clara Ciuca della Uilm, le maestranze hanno voluto far sentire il loro grido di dolore, visto che l’interCompel è già stata chiusa per cessata attività e la P&A Service dovrebbe a breve seguire le sorti dell’altra azienda. Tra l’altro la proprietà della Compel ha messo in vendita anche l’immobile che ospita le due fabbriche.
I lavoratori sono sull’orlo di una crisi di nervi, considerata la giovane età media, 31 anni, e che quindi, a eccezione di quattro colleghi, non avranno la possibilità di agganciarsi a nessun ammortizzatore sociale dopo la cassa integrazione per cessata attività.
All’incontro hanno partecipato quasi tutti i consiglieri provinciali e il presidente dell’ente, Antonio Del Corvo, che ha promesso di convocare al più presto, come richiesto dai sindacati, i responsabili dell’azienda “per capire le loro intenzioni”.
“Insieme all’assessore provinciale al Lavoro Claudio Tonelli vogliamo organizzare due tavoli separati, prima con l’azienda e l’altro con le parti sociali – ha aggiunto il presidente – Noi ce la metteremo tutta, ma per le vertenze sindacali c’è bisogno la collaborazione di tutti in primis del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente“.
Fegatelli della Fiom-Cgil ha sollecitato un’accelerazione per la convocazione dell’incontro “perché questi lavoratori non hanno più forme di sostegno. Tra l’altro – ha aggiunto – quelli dell’InterCompel hanno ricevuto la busta paga in negativo, da meno 50 a meno 101 euro, a causa delle addizionali comunali e regionali. Quei soldi saranno tolti dal trattamento di fine rapporto. La Compel non sta più rispettando gli accordi sottoscritti tempo e vogliono andare via lasciando sulla strada 101 lavoratori. Vorremo sapere poi che fine hanno fatto i fondi concessi dalla politica aquilana alla Compel, attraverso la Compel network, per cercare di salvare la Finmek Solutions. Ebbene della Compel Network non si sa più nulla”.
Mattuccilli ha aggiunto che “ringraziamo i rappresentanti della Provincia che ci ha accolto al contrario del sindaco Cialente. Al Comune pensano solo ai tagli dei nastri e non pensano alle persone lincenziate. È importante mettere in primo piano la questione del lavoro”.
La Ciuca ha concluso affermando che “L’Aquila non può accettare un altro dramma con la scomparsa di altri posti di lavoro. Tutte le istituzioni non hanno mai pensato di cercare di arginare le vertenze occupazionali”.
I sindacati vogliono trovare una soluzione per “cercare di salvare più posti di lavoro possibili, perché la Compel vorrebbe esternalizzare il lavoro a due nuove aziende: una assumerebbe 8 persone per la produzione di cavi elettrici e un’altra pronta ad assorbire solo 15 maestranze per la rrealizzazione di piastre. Non conosciamo se esistano veramente queste aziende pronte a prendere 23 lavoratori su 101. Inoltre con quale tipo di contratto”.



