L’AQUILA – La città dell’Aquila è prima in Italia per incremento del reddito medio pro capite, pari al 5,64 per cento, rispetto al 2008, allorchè è esplosa la crisi economica e finanziaria globale.
Lo stesso non si può dire invece delle altre città capoluogo abruzzesi: Pescara registra rispetto al 2008 una diminuzione del reddito medio del 2,13 per cento, Chieti dell’1, 8 e Teramo dell’1,59.
Un dato sorprendente, quello contenuto nell’elaborazione del quotidiano economico Il Sole 24 ore, che ha confrontato le dichiarazioni dei redditi del 2008 con quello del 2016, nelle 110 città capoluogo italiane, ponderando il risultato tenendo conto delle dinamiche dell’inflazione, e del numero di contribuenti rispetto agli abitanti. Classifica da cui risulta che solo 17 città hanno registrato un incremento del reddito medio, dimostrando così di aver superato la crisi, che ha provocato disoccupazione, riduzioni salariali, e incidendo dunque suo conti in banca e la capacità di spesa degli italiani.
Con in testa L’Aquila appunto: per una città che il 6 aprile 2009 ha subito un devastante terremoto e poi una ricostruzione ancora in corso.
La conferma – già attestata da altre statistiche, relative ad esempio ai depositi bancari, e evidenziate anche da Abruzzoweb – che la ricostruzione post-sismica nel cantiere più grande d’Europa, ha creato grandi ricchezze, anche se in settori circoscritti, soprattutto quelli legati più o meno direttamente all’edilizia e alla progettazione. La lettura che suggerisce anche Il Sole 24 ore, nella misura in cui considera L’Aquila un “caso a parte”, proprio per le dinamiche economiche post-sismiche. Basti pensare alle parcelle milionarie di professionisti che fanno incetta di incarichi. Fortune economiche che hanno alzato la media generale, compensando l’impoverimento attestato da molte altre stime, di un’altra fetta della popolazione.
Lettura che però è abbracciata solo in parte dal sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, che osserva quanto segue interpellato da Abruzzoweb.
“I dati e i numeri, pur nella loro freddezza – spiega il sindaco dell’Aquila – possono essere interpretati. Qualche giorno fa lo stesso quotidiano inseriva la città e la provincia in fondo alla classifica per quanto riguarda lo sport, oggi la pone in testa per l’incremento di reddito medio pro capite prendendo in esame gli ultimi otto anni. La nostra non era una realtà di pigri e pantofolai prima, così come non credo si possa parlare di una comunità più ricca grazie al terremoto”.
“Ritengo, piuttosto – prosegue Biondi- che la crisi e il sisma abbiano portato tutti a entrare maggiormente a contatto con le problematiche legate alla quotidianità, spingendo ognuno di noi ad essere realista e a mantenere uno stile di vita corrente con quelle che sono le proprie possibilità”.
“Che la ricostruzione abbia portato dei benefici economici per alcune fasce sociali è evidente, ma non la ridurrei come motivo principale di un fenomeno che va compreso e approfondito”, conclude il primo cittadino.
L’Aquila registra oggi, calcola ad ogni buon conto Il Sole 24 ore, un reddito medio di 21.681 euro l’anno, che resta comunque inferiore a quello di Pescara, 22.930 euro. A Chieti il reddito medio è 21.249 euro, a Teramo di 20.962 euro. Tutte e quattro i capoluoghi abruzzesi restano sotto la media nazionale, che è di 25.170 euro, con Milano in testa, con 34.046 euro seguita da Bergamo, 30.432 euro e Monza, 30.376 euro.
Queste le altre 16 città italiane, oltre alla capolista L’Aquila, che segnano incrementi, confrontando i redditi del 2008 con quelli del 2016: Trieste (2,1 per cento), Belluno, (2,06) Ferrara (1,80), Lucca (1,59), Torino (1,24), Verona (1,12), Cuneo, (0,75), Savona (0,71), Pordenone(0,70), Ravenna (0,69), Modena (0,65), Fermo (0,59), Cremona (0,34), La Spezia (0, 20), Venezia (0,12), e Reggio Emilia (0,10 per cento)
Il crollo del reddito maggiore in Italia si è al contrario registrato invece ad Isernia, meno 9,39 per cento, seguita da Crotone, meno 7,97 per cento, e Agrigento, meno 7,09 per cento.
Spicca anche il meno 4 per cento della capitale Roma.






