L’AQUILA – “Recepiamo le dichiarazioni del Sindaco della città capoluogo  annunciando, di pari passo che lo stesso autore, invitato a non prendere parte alla manifestazione, ha fatto pervenire una nota alla nostra associazione con la quale dichiara la sua volontà di non partecipare più alla rassegna”.

Lo scrive in una nota l’Associazione Castelli di Carta, promotrice dell’iniziativa L’Aquila Città del libro, in programma a fine mese, finita nei vortici della polemica per la presenza tra, gli ospiti, come denunciato dal Partito democratico,  di Franco Nerozzi, attivista di estrema destra, che, ricorda il Pd, “dopo aver patteggiato 22 mesi di condanna con l’accusa di aver addestrato mercenari in Birmania da utilizzare in un golpe nelle isole Comore, è divenuto noto per gli insulti contro gli ebrei che pubblica sui social. Nerozzi è arrivato a fare dell’ironia persino sulla senatrice a vita Liliana Segre che, in questa città, non è riuscita ad avere la cittadinanza onoraria”, Il Pd ha ricordato che Nerozzi ha scritto sui social, “Non basta una stella gialla del 1938 a farmi simpatizzare per quegli Ebrei che ancora tramano ai danni di popoli e nazioni che hanno la sfortuna di non aver stretto una salda alleanza con Dio”, e frasi che “rilanciano l’infame tesi neonazista che siano stati gli ebrei a far scoppiare la Seconda Guerra mondiale”.  Polemiche anche per la presenza di Filippo Burla, che edita con Altaforte, o “Gian Piero Joime, anche lui autore Altaforte. E poi Lorenzo Rotellini di L’Aquila Coraggiosa ha aggiunto: Il festival sarà sponsorizzato e patrocinato da Comune e Regione con 20mila euro a testa. Chiedo al sindaco di revocare il patrocinio e il finanziamento”. La questione è diventata poi nazionale con Elisabetta Piccolotti della segreteria di Sinistra Italiana: “La destra deve dire chiaramente se ha ripudiato l’antisemitismo oppure se nei gangli della sua offerta culturale lo ospita ancora. Comune e Regione ritirino il loro patrocinio e ogni servizio”.

In una nota il sindaco di Fratelli d’Italia dell’Aquila, Pierluigi Biondi, ha così risposto: “Non ero a conoscenza del fatto che, tra i partecipanti al Festival L’Aquila città del libro, vi fosse un relatore che ha pubblicamente espresso giudizi antisemiti. A tal fine ho chiesto immediatamente agli organizzatori della kermesse di escludere la sua presenza”.

E Biondi è stato così accontentato, Nerozzi non ci sarà.

Commentano ancora gli organizzatori: “Castelli di carta nasce come iniziativa culturale con l’unico scopo di portare valore aggiunto al capoluogo abruzzese. Certi della rilevanza culturale dell’evento, più forte delle polemiche di chi vuole solo strumentalizzare l’iniziativa, prendiamo atto della disdetta dell’autore, modificando di conseguenza la scaletta degli eventi che comunque porteremo sul palco dell’Emiciclo con l’obiettivo di valorizzare il territorio grazie alla presenza di filosofi, giornalisti, inviati, politici e liberi pensatori riuniti insieme, nella splendida cornice della sede del consiglio regionale, per creare nuove idee attraverso la forza del dialogo”.

Aveva ancora detto Biondi, “Finché sarà questo Comune a sostenere iniziative come quella che si svolgerà a fine mese in città non potrà mai esserci posto per chi esprime opinioni riferibili all’antisemitismo o, comunque, ispirate da odio razziale, xenofobia e discriminazione. Questa amministrazione è lontana anni luce da questo tipo di sentimenti e ideologie”.