L’AQUILA – “Ora basta con questa storia delle dimissioni. Io quindi sarei un pagliaccio? Faccio presente al ministro delle Riforme, Gaetano Quagliariello, che io mi sono ‘dimesso’ solo due volte e sempre contro i Governi dei quali fa parte”.
Questa la risposta del sindaco dell’Aquila Massimo Cialente alla polemica innescata dal ministro in visita a Teramo.
Quagliariello, criticando la scelta di nominare assessore l’ex magistrato Nicola Trifuoggi, aveva ironizzato spiegando che la nomina era stata “voluta da un sindaco che si è dimesso dieci volte”.
“Avevo l’esigenza di spiegare agli italiani, con i fatti e con la ricostruzione degli atti del Comune, che gli aquilani sono persone per bene e che qui non c’é nessun ‘magna-magna’, se non quello della polvere delle nostre macerie e della nostra disperazione”, le parole di Cialente, che da poco ha ritirato le dimissioni rassegnate in seguito all’inchiesta su presunte tangenti legate agli appalti della ricostruzione dell’Aquila terremotata.
“Questo Comune è trasparente e si è sempre comportato in maniera onesta: con le mie ‘dimissioni’ sono riuscito a ostacolare i tentativi di certi poteri forti di ‘ficcarsi’ sul piatto ricco della ricostruzione”, ha poi proseguito Cialente.
“Hanno voluto vendere l’immagine di un terremoto costosissimo e invece il ministro Trigilia ci ha appena consegnato la situazione dei costi, dei soldi che ci hanno dato fin qui – insiste il sindaco – E vedrete che a parità di danni L’Aquila sta costando meno: per 3,1 miliardi di euro a fronte di 20 mila alloggi, ne abbiamo già risparmiati 413 milioni di euro”, conclude.






