L’AQUILA – “La polemica sulla sicurezza del centro storico dell’Aquila poco sicuro non vorrei che nascesse per alimentare la situazione dei negozi che sono sotto ricatto altrove, per fare in modo che scelgano di non tornare in centro”.

A lanciare l’allarme è il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, dopo il dibattito dei giorni scorsi quando lui ha affermato che la città vecchia è sicura mentre il prefetto, Francesco Alecci, ha ravvisato situazioni di “pericolosità eccessiva”.

“Ho paura di un attacco alla prospettiva di ripresa della città da parte di interessi che ci sono sempre stati e ora vogliono rimanere più forti che mai”, dice il primo cittadino senza esplicitare a chi si riferisca.

“Quel comitato strano convocato dal prefetto sulla sicurezza mi ha lasciato interdetto – continua – e ora addirittura Gianni Melilla (deputato di Sel, ndr) ha presentato un’interrogazione parlamentare per sapere che succede: non vorrei sia stato tratto in inganno, ci ho già parlato chiarendogli la situazione”.

“Ho letto un articolo con le dichiarazioni del prefetto e ho pensato di chiedere al presidente del Consiglio se i puntellamenti siano sicuri e se debbano essere verificati o rafforzati – spiega il parlamentare – Quanto alla chiusura del centro, da parte mia nessuna polemica di nessun tipo, il mio atto è una cosa a fin di bene”.

Melilla conferma che “Massimo mi ha informato che ci sono strumentalizzazioni in corso, ma questo è altro discorso. Tendenzialmente, per amicizia sono d’accordo con lui – rimarca – ma se quello che dice il prefetto è vero devono correre ai ripari. Quando verrà discussa l’interrogazione? Penso tra un mese e mezzo”.

Il caso-centro è nato dalla trasmissione al prefetto di un documento con lo stato dell’arte che Cialente oggi ritiene superato, vicenda per la quale si è creato subbuglio all’interno degli uffici comunali e il comandante della polizia Municipale, Ernesto Grippo, ha presentato le dimissioni, respinte.

Visto il tenore del documento è stata convocata la commissione per la pubblica sicurezza, dove Cialente, impegnato a prestare i soccorsi post-terremoto ad Amatrice, non si è presentato, e l’amministrazione è stata rappresentata dal vice sindaco, Nicola Trifuoggi.

Quest’ultimo ha condiviso la visione severa del prefetto, che ha rilasciato un’intervista all’Ansa molto critica, creando il caos dopo la cancellazione degli eventi di spettacolo della Perdonanza Celestiniana e del Jazz per L’Aquila, questo poi spostato a Collemaggio.

Una cancellazione che, come hanno ammesso gli organizzatori, è avvenuta sì per il lutto nei confronti di Amatrice e le zone terremotate, unica motivazione citata nella delibera di Giunta, ma anche “per problemi di sicurezza e logistica (si attendevano per questa edizione circa 100 mila persone)”.

Il dirigente del dipartimento Ricostruzione, Vittorio Fabrizi, ha ammesso che il centro è sicuro nelle zone verdi ma non, ovviamente, in quelle rosse, ormai liberamente accessibili. Il Comune ha lanciato la gara per comprare nuovi cancelli e recinzioni e ridelimitare le zone non ancora oggetto di lavori.

Resta aperto, invece, il problema dei puntellamenti, che durano 2 anni e sono fuori servizio da 5: alcuni infatti si trovano anche nelle zone teoricamente sicure.