L’AQUILA – Eventi all’insegna della ricerca, pillole di scienza, per ricreare in piccolo il successo dello Sharper (Sharing researchers’ passion for engagement and responsibility), la notte dei ricercatori dell’Aquila, attraverso una serie di eventi diffusi nell’anno, localizzati in alcune aree.
Sull’impronta dell’evento che per il quarto anno di fila si è confermato una grande manifestazione, a cui la città ha risposto con entusiasmo e che, quest’anno, con la quarta edizione ha registrato oltre 30 mila presenze, si potrebbe pensare di creare dei micro eventi sparsi nel corso dell’anno.
A lanciare il dibattito su domanda di AbruzzoWeb è Eugenio Coccia, rettore del Gran Sasso Science Institute (Gssi), ente che, insieme ai Laboratori nazionali del Gran Sasso (Lngs), è a capo dell’organizzazione dello Sharper, insieme all’Università dell’Aquila che, invece, coordina, l’Univaq Street Science, una manifestazione parallela.
Il punto di partenza è il piccolo rammarico che ha preso molti a vedere tante persone tanto interessate alla scienza, ma solo per un giorno ogni anno: perché non raddoppiare, una due giorni o un weenkend dei ricercatori?
“Ci riempie il cuore vedere tanta gente per le strade del centro storico attratta dalla scienza – premette Coccia – Ogni volta che riusciamo a fare questo, ci diciamo che, magari, bisognerebbe fare delle ‘pillole di scienza’, sparse durante l’anno”.
Il rettore sottolinea, però, che a mettere su un vero e proprio “doppio Sharper” ci sono delle difficoltà organizzative: per organizzare la “notte”, infatti, si parla di quasi un anno di lavoro logistico, non solo per gli eventi.
“C’è tutto il lato organizzativo che ha a che fare con la sicurezza, con i vigili del fuoco, con le limitazioni al traffico – rimarca – Per ora accontentiamoci di una volta all’anno, ma stiamo comunque pensando di fare degli eventi più localizzati più volte durante l’anno”.






