L’AQUILA – A 3 anni dall’apertura, l’aula informatica del centro universitario polifunzionale di Campo di Pile (L’Aquila) chiude i battenti per mancanza di utenti.
Dal 1° settembre, infatti, gli studenti che frequentano la struttura, inaugurata il 23 settembre 2011 e costata 1,9 milioni di euro, non potranno più utilizzare i 28 computer a disposizione “che presto saranno spostati in un’altra sala studio”, come afferma ad AbruzzoWeb Francesco D’Ascanio, presidente dell’Azienda per il diritto agli studi universitari (Adsu), che gestisce la struttura.
“Era una spesa inutile, quella che l’azienda doveva affrontare per il personale addetto ai pc, e quindi abbiamo deciso di chiudere la sala”, ammette.
Resterà aperta, invece, la mensa interna al centro, frequentata dagli studenti di Ingneria, Economia e Scienze motorie della vicina sede universitaria ex Optimes.
Non si conosce ancora la destinazione d’uso dell’aula multimediale che presto, quindi, resterà vuota, riaccendendo con molta probabilità le numerose polemiche nate intorno ai ritardi nell’apertura della struttura.
Il centro di 900 metri quadrati dedicato allo studente israeliano Hussein “Michelone” Hamade che ha perso la vita all’interno della Casa dello studente nella notte del terremoto del 6 aprile 2009, infatti, è stato inaugurato in pompa magna nel settembre 2011, ma è stato aperto circa 5 mesi dopo e solo in parte: ci sono voluti infatti uteriori 4 mesi per l’avvio della mensa aperta agli studenti solo il 21 giugno 2012.
Il centro è stato realizzato grazie alle donazioni del governo di Israele, dell’associazione dipendenti del ministero degli Affari esteri, della Banca popolare di Sondrio, di Coca-Cola Italia, del comune di Campione d’Italia, di Sky Italia, l’università Luigi Bocconi di Milano e dell’Adsu che ha contribuito per 500 mila euro.



