L’AQUILA Adeguamenti dei puntellamenti e verifica statica delle due torri campanarie. 

Questi gli interventi volti alla di messa in sicurezza, iniziati lunedì scorso, disposti dal segretariato regionale ai Beni Culturali, nella chiesa di San Marco, inagibile dal sisma 2009, con la ricostruzione al palo, e ora pericolante, nel cuore del centro storico dell’Aquila. Il Comune il 28 gennaio scorso aveva deciso di far sospendere tutte le attività di cantiere strettamente adiacenti alla chiesa. Provocando però la rabbiosa reazione degli operai lasciati a casa, visto che le misiure di sicurezza hanno riguardato solo i cantieri, e non ade sempio il trasito delle strade adiacenti e le varie attività intorno alla chiesa. 

Ad aver sollevato a novembre pesanti dubbi sulla sicurezza della chiesa è stata questa testata, riferendo dei preoccupanti contenuti di una relazione dall’ingegnere Paolo Cicchetti, di ottobre scorso, commissionata dall’ente Parocchia, di cui è legale rappresentante don Daniele Pinton. In essa si descrive una situazione di pesante degrado e instabilità, con nuovi crolli lungo le navate, crepe che si allargano, e con le torri campanarie che potrebbero collassare, coinvolgendo anche sulla nuova sede della Prefettura, in un’ area potenzialmente a rischio, frequentata ogni giorno da tanti operai e cittadini. 

Il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, interpellato sulla vicenda più volte da questa testata, aveva assicurato interessato i dirigenti competenti, per avere un quadro esatto e aggiornato su una questione molto delicata.  A seguire la decisione di bloccare i cantieri adiacenti. 

Come si legge in una lettera pubblicata dal quotidiano Il Centro, un operaio si chiede però “come mai solo a noi è stato interdetto l’ingresso e il transito, mentre le strade di accesso non sono state interdette al traffico e le attività commerciali e il call center della zona non sono state neanche informati? La domanda sorge spontanea: il rischio di crollo esiste davvero oppure no?”

La ricostruzione della chiesa è bloccata da anni da un aspro conflitto tra l’Ente parrocchia San Marco, e il Comune dell’Aquila. 

Confitto esploso dopo che il Comune, nel marzo 2014, ai tempi del sindaco del Partito democratico Massimo Cialente, ha negato il finanziamento di ricostruzione all’Ente parrocchia già accordato dalla Soprintendenza a dicembre 2013, con la dichiarazione di congruità economica e finanziaria, per un importo di 4,8 milioni di euro, secondo le norme della ricostruzione privata, ovvero con affidamento diretto e più celere.

In soldoni il Comune riteneva, e si suppone ritiene ancora, che la chiesa di San Marco vada ricostruita con una gara d’appalto pubblica, bandita dal segretariato Mibact, come previsto decreto “Enti territoriali” il 125 del 2015.

L’Ente parrocchia, al contrario sostiene che alla chiesa vada applicata la normativa della ricostruzione privata, essendo un unicum con la canonica, e dunque consentendo l’assegnazione diretta dei lavori da parte del proprietario, in quanto il via libera della Soprintendenza è precedente alla legge del 2015, e dunque va applicata l’ordinanza allora vigente del Presidente consiglio dei Ministri (Opcm) 3.790 del 2009, che appunto consentiva l’affidamento dei lavori al privato. Lo scontro si è trasferito nelle aule giudiziarie e si attende il pronunciamento del Tribunale amministrativo regionale.

Nel frattempo la chiesa si degrada progressivamente, e si devono spendere altri soldi per “restaurare” le opere di messa in sicurezza.