L’AQUILA – “Pur rispettando il diritto di manifestare pacificamente, le dichiarazioni rese dagli esponenti di sinistra locali e nazionali sono la conferma della politicizzazione strumentale della manifestazione svoltasi all’Aquila, con la stragrande presenza di molte persone non aquilane”.

Lo afferma il coordinatore regionale abruzzese del Popolo della libertà, Filippo Piccone.

“Altro che ‘ricostruzione ferma’ come vuol far credere il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente del Pd – aggiunge Piccone – ci sono più di 10 mila cantieri aperti con le risorse messe a disposizione dal governo: il centro storico ha i finanziamenti per tutti beni pubblici compresi i sottoservizi e sono stati anche nominati i soggetti attuatori mentre, per la parte privata, i sindaci devono presentare i piani di ricostruzione, e per questi si è in fervida attesa”.

“Per il prezzario, poi – continua il parlamentare – ci sono solo alcune voci che si stanno rivedendo con gli ordini professionali e la settimana prossima si provvederà con un decreto in tal senso e per questo, è utile ricordare che, per il terremoto in Marche e Umbria i prezzari vennero rivisti più di otto volte”.

“Inoltre, ed è questo che contraddistingue il gran lavoro di questo governo nazionale e regionale – sostiene Piccone – c’è da ricordare che i lavori nel centro storico in Friuli vennero iniziati dopo quattro anni dal sisma per avere una ricostruzione di qualità e in Abruzzo siamo già pronti, se solo l’amministrazione che guida il Comune de L’Aquila mostrasse meno inefficienze”.

Piccone conclude dicendo “dopo la grande azione del governo sulla fase dell’emergenza, risultato positivo unico nel suo genere a livello internazionale, oggi, nonostante le molteplici difficoltà economiche internazionali, possiamo dire con l’assoluta certezza che il governo Berlusconi non ha mai lasciato solo l’Abruzzo dopo il sisma e anzi, ha mostrato sempre più profonda attenzione”.