L’AQUILA – Sta suscitando commozione e accendendo numerose polemiche la cattura di Prosperino (anche detto Cerino), uno dei cani “mascotte” del centro storico, prelevato dal servizio veterinario della Asl e rinchiuso in un canile.
La prima a mobilitarsi per lui è stata l’associazione 99gattiAq, che ha chiesto di rimetterlo in libertà e farlo tornare dalla sua inseparabile compagna, la cagnolina Key, “tra le strade della città che è la sua casa e che ‘custodisce’ per tutti noi che non la abitiamo e viviamo più”.
Sulla bacheca Facebook del sindaco, Massimo Cialente, fioccano in queste ore gli appelli accorati di molti utenti che chiedono la liberazione dell’animale. Lo stesso sindaco, sul social network, ha risposto che l’unica soluzione per salvarlo è trovare qualcuno disposto ad adottarlo.
Intanto il direttore del servizio veterinario della Asl, Pierluigi Imperiale, ad AbruzzoWeb ha spiegato che il motivo della cattura sarebbe “il suo comportamento aggressivo” riscontrato anche in una “marcata territorialità”. Pur non essendoci state denunce, Imperiale riferisce che il cane in più di un episodio si sarebbe “lanciato” contro la gente.
Per Prosperino si è mobilitato anche Enrico Perilli, capogruppo e consigliere comunale di Rifondazione Comunista, che ha annunciato l’intenzione di richiedere l’accesso agli atti alla Asl Veterinaria 04, “e valutare poi il da farsi affinché Prosperino torni libero in città”.
LA DENUNCIA DI ”99GATTIAQ”
“Questa mattina il servizio veterinario della Asl ha catturato ‘Prosperino’ (anche detto Cerino), uno dei notissimi e amati cani del centro storico dell’Aquila, diventati dopo il terremoto simboli e mascotte della città”.
La denuncia arriva dall’associazione 99gattiAq.
“Questo cani sono stati sterilizzati dalla Asl, vengono giornalmente accuditi da molte persone e sono stati riconosciuti dal sindaco cani di quartiere sulla base di un regolamento comunale adottato anni fa. Non conosciamo i motivi della cattura, questi cani non sono mai stati pericolosi, qualche abbaiata ogni tanto a una macchina di passaggio è l’unica “marachella” che si permettono. Peraltro, il referente nominato per questi cani dal sindaco non è stato avvisato di eventuali problemi provocati dai cani, né tanto meno è stato avvisato della cattura”.
“Prima del sisma, Prosperino viveva a Santa Maria Paganica, dove veniva accudito dai residenti, che spesso gli aprivano il portone per dargli rifugio di notte e si occupavano di nutrirlo. Dopo le vicissitudini del terremoto e vari spostamenti si era sistemato insieme alla sua inseparabile compagna Key, con la quale vive praticamente in simbiosi, nei pressi della Fontana Luminosa. Ora si trova in una gabbia del canile sanitario, accucciato in un angolo e completamente abbattuto tanto da rifiutare il cibo e non alzare la testa nemmeno verso chi conosce”.
“Siamo molto preoccupati e amareggiati da questa notizia. Preoccupati, perché questi cani non si sono mai adattati alla reclusione, come hanno mostrato in passato quando sono stati ricoverati per vari motivi, e metterli in canile ora equivarrebbe a decretarne una morte lenta”.
“Questo è tra l’altro il motivo per cui si era adottata la soluzione di riconoscerli ‘cani di quartiere’. Soluzione, che – non va mai dimenticato – nasce dall’esigenza di sistemare cani che si trovano per strada non certo per loro scelta, ma perché vittime della barbara pratica dell’abbandono, purtroppo ancora molto diffusa”.
“Siamo amareggiati perché ci riesce difficile pensare che uno di questi cani, tra i tanti e reali problemi di questa città, possa rappresentare un pericolo, come del resto sanno bene le decine di persone che ogni giorno li avvicinano, oltre a quelle che si occupano di loro”.
“I cani dell’Aquila sono ormai conosciutissimi e amati, hanno addirittura una frequentatissima pagina Facebook (già piena di decine di commenti sconcertati per la notizia della cattura di ieri) , sono stati oggetto di articoli e attenzioni. E’ possibile però che diano fastidio a qualcuno: già nel dicembre del 2010, infatti, furono protagonisti loro malgrado di una brutta storia: vennero prelevati e fatti sparire. Portati lontano, sulla piana di Campo Imperatore, furono poi ritrovati tutti e portati a “casa”, cioè in città”.
“Forse, ancora oggi c’è qualcuno che vorrebbe vederli ‘sparire’. Ma questo non deve accadere più. Non è certo per loro scelta se questi cani si trovano per strada. Avranno molto sofferto per adattarsi e la selezione “naturale” per i randagi è terribile. Ma ora sono con noi”.
“E dobbiamo proteggerli impedendo che si possa fare ancora loro del male. Per questo ci auguriamo che anche questa volta Prosperino possa tornare dalla sua inseparabile Key, tra le strade della città che è la sua casa e che “custodisce” per tutti noi che non la abitiamo e viviamo più”.
APPELLI SU BACHECA FACEBOOK CIALENTE: “LIBERATELO”
Il “caso Prosperino” intasa la bacheca Facebook del sindaco, Massimo Cialente.
La vicenda del cane randagio abitante del centro storico catturato dal servizio veterinario della Asl ha colpito tante persone che in queste ore stanno lasciando numerosissimi commenti sul profilo Facebook del primo cittadino, che solo da poco tempo è sbarcato sul noto social network.
Tantissimi gli appelli affinché il cane venga rimesso in libertà.
“Per favore, signor sindaco, faccia qualcosa per aiutare il cane Prosperino! È buonissimo e, privato della sua libertà e dei suoi amici, morirebbe di dolore”, scrive Rossella.
Tra i commentatori “virtuali” c’è anche chi cita una famosa frase di Gandhi: “La civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali”.
C’è anche chi, invece, attacca il sindaco, come Giulio, che scrive: “Bell’inizio di campagna elettorale. Complimenti. Un bel segnale di civiltà, democrazia e… indecenza!”. (e.m.)
LA ASL: “L’ABBIAMO CATTURATO PERCHE’ AGGRESSIVO”
lI motivo della cattura di Prosperino, il cane “mascotte” del centro storico aquilano, sarebbe “il suo comportamento aggressivo” riscontrato anche in una “marcata territorialità”.
A spiegarlo è il direttore del servizio veterinario della Asl dell’Aquila, Pierluigi Imperiale, che ha preposto la sua consegna al canile benché, nei fatti, non sia mai risultato pericoloso, come lo stesso direttore ha dichiarato ad AbruzzoWeb.
Pur non essendoci state denunce, Imperiale riferisce che il cane in più di un episodio si sarebbe “lanciato” contro la gente. “Dimostrava aggressività da molti anni – ha spiegato – dopo la castrazione speravamo cambiasse comportamento, ma non è stato così”.
Quale sarà quindi il futuro di Prosperino? “Dal canile sanitario – ha affermato Imperiale – sarà portato a quello di Bazzano, che ricordo non essere un carcere, dove sarà curato e regolarmente vaccinato insieme agli altri 400 cani presenti”.
Sterilizzato dalla Asl, come gli altri cani “mascotte” della città Prosperino veniva giornalmente accudito ed era ufficialmente riconosciuto cane di quartiere, quindi “protetto” anche da un referente nominato dal primo cittadino. (cr.al.)
SINDACO CIALENTE: “ADOTTATELO E LO SALVERETE”
“C’è una sola soluzione per salvare il cane Prosperino: che uno dei tanti che si sta adoperando per lui lo adotti”.
Lo scrive il sindaco, Massimo Cialente, sulla sua bacheca Facebook, diventata il luogo virtuale dove si sta scatenando il dibattito sul caso del cane di quartiere catturato dalla Asl.
“Ho ricevuto molti post e sms per Prosperino – scrive il primo cittadino – Ho nuovamente parlato con il responsabile del servizio veterinario della Asl per capire bene cosa sia successo e soprattutto per individuare una soluzione. Il problema è il seguente: Prosperino è un cane ‘leader’, che ha fatto della Fontana Luminosa il suo territorio, come fa un qualsiasi cane da guardia del suo giardino o casa. Questo fa si che mostri una aggressività nei confronti di chi non conosce o non riconosce come amico. Purtroppo si è reso già protagonista di alcuni episodi di aggressività”.
“In una casa Polverino sarebbe quello che è – continua – un cane affettuoso, dolce e soprattutto un ottimo cane da compagnia e da guardia. Io lo avrei già fatto, ma ho già un cane, una splendida lupa (splendida almeno per me) e quindi lo dovrei tenere chiuso in un recinto. Vi prego pertanto di adottare Prosperino”.
“Tra l’altro, a chi non ha la fortuna di condividere la propria vita con un amico a quattro zampe, dico che non sa quali belle emozioni e dolcezze perde. Spero che fra i tanti che mi hanno rivolto il loro appello ci sia il nuovo papà o mamma di Prosperino”.
PERILLI (PRC): “CHIEDERO’ ACCESSO ATTI ASL”
“Effettuerò una richiesta d’accesso agli atti alla Asl Veterinaria 04, e valuterò poi il da farsi affinché Prosperino torni libero in città”.
È quanto dichiara Enrico Perilli, capogruppo e consigliere comunale di Rifondazione Comunista, in relazione alla cattuira da parte della Asl di Prosperino, uno dei cani randagi che abitano il centro storico aquilano, mascotte del centro anziani della Fontana Luminosa.
“È un cane – spiega Perilli – che da anni vive libero in centro storico, perfettamente in armonia con il contesto nel quale ormai si è perfettamente inserito, e ora viene accalappiato e portato in canile perché troppo grande, perché abbaia. E finisce per passare il resto della sua vita in gabbia”.
“I cani ‘Liberi accuditi’ – continua Perilli – sono tutelati dalla legge che li prevede. Quindi la mia domanda è: perché dei cani innocui finiscono in canile, da dove difficilmente usciranno, aumentando i costi a carico dei contribuenti, senza alcun evento di aggressione? Cani di taglia grande difficilmente vengono adottati”.
“Le ‘denunce’ che hanno indotto alla loro cattura sono state fatte sulla base di cosa? Noi amministratori comunali abbiamo l’obbligo civile e morale di impegnarci a far rispettare le leggi per la prevenzione del randagismo e tutelare i cani e i gatti liberi, e non far fede a ogni capriccio di persone che non apprezzano l’importanza degli animali nella comunità”.
“Ricordo – continua Enrico Perilli- che è vietato catturare i cosiddetti cani di quartiere, ossia quegli animali che vivono in un quartiere o in un rione in cui gruppi di persone, coordinate da un tutore responsabile, dichiarano di accettare l’animale e provvedono a fornirgli mantenimento, assistenza e quant’altro necessario al suo benessere. Sarebbe stato corretto informare i referenti del cane, prima della cattura, anche per evitargli inutili traumi post-cattura”.
“Inoltre è inaccettabile che a ogni grande evento come il G8 o la Perdonanaza celestiniana e gare ciclistiche i poveri cani vengano catturati per periodi anche brevi, per dare parvenza di una città ‘pulita’. Prevenzione Randagismo e applicazione delle leggi esistenti sono le parole chiave per la risoluzione del problema”.
“Infine chiedo al dirigente del servizio veterinario dott. Pierluigi Imperiale, se e quante sono le denunce pervenute accompagnate al referto di morsicatura da parte del suddetto cane? Ricordando alla Asl Veterinaria che esiste una Legge quadro Nazionale 281/91 e una legge regionale 86/99 sulla tutela e il benessere degli animali domestici.”






