L’AQUILA – “Reclusi in ciò che resta della vecchia sede, in ambienti confinati, in condizioni igieniche ai limiti dell’umana sopportazione, privati di aree e strutture adeguate all’addestramento professionale, a strettissimo contatto con il desolante cratere della vecchia sede, ridotto a fango e acquitrino nel periodo invernale e a polvere e savana in quello estivo”.
In questa situazione orrenda, raccontata dai sindacati dei Vigili del fuoco, hanno trascorso quasi 7 anni i pompieri del Comando provinciale: proprio loro, gli “angeli” del terremoto del 6 aprile 2009, che hanno recuperato vivi e morti dalle macerie e aiutato tantissimi aquilani a riappropriarsi delle loro cose e della loro anima.
Ora, per fortuna, l’indecente emergenza, prolungata a dismisura dai soliti intoppi burocratici, è destinata a essere colmata.
Il provveditorato interregionale alle Opere pubbliche ha infatti bandito l’appalto da 12 milioni di euro per la ricostruzione della sede.
Proprio quel bando che, oltre un anno fa, era stato annullato per una busta smarrita e poi ritrovata nel corso della seduta conclusiva della commissione giudicatrice, con la conseguenza di un nuovo progetto, quello attuale, e di un nuovo iter tutto da rifare.
Già prima dell’annullamento, comunque, l’operazione aveva avuto tempi biblici: pubblicato nell’agosto 2012 dall’allora provveditore, Donato Carlea, il bando era stato caratterizzato da lungaggini infinite legate alle riunioni della commissione giudicatrice.
Nei mesi scorsi il sindacato Conapo aveva definito il luogo “non idoneo perché di intralcio al traffico per l’uscita dei mezzi”.
Le alternative proposte erano due: prendere un “pezzo” della vicina Caserma Rossi, destinata, però, nei piani strategici del Comune a diventare un polo scolastico e universitario, oppure spostare il Comando provinciale in blocco accorpandolo alla direzione regionale, che si trova a Coppito, ma sia il piano B che il piano C sono stati bocciati, all’insegna del “dov’era e com’era”.
Pubblicato lo scorso 19 gennaio dal provveditore Roberto Linetti, il bando sarà aggiudicato con il criterio del prezzo più basso.
Il responsabile del procedimento è l’ingegnere Gennaro Di Maio mentre il responsabile della gara Carlo Clementi.
Alle imprese partecipanti viene richiesta l’attestazione di qualificazione agli appalti pubblici nelle categorie degli edifici civili e industriali (per 8,8 milioni), negli impianti tecnologici (3,3 milioni) e negli impianti elettromeccanici trasportatori (206 mila euro).
I lavori andranno eseguiti in 730 giorni ed è prevista una penale dell’1 per mille dell’importo per ogni giorno di ritardo, quindi 12 mila euro ogni 24 ore.
Il plico contenente i documenti e l’offerta dovrà arrivare per posta entro il prossimo 14 marzo, non ammessa la consegna a mano.
Le operazioni di gara cominceranno due giorni più tardi nella sede sotto i portici del Provveditorato, sperando stavolta in un rapido via libera.



