L’AQUILA – “Noi proprietari ci opporremo in ogni modo a qualsiasi delocalizzazione”.

Parla chiaro la lettera firmata ricevuta da AbruzzoWeb da parte di uno degli aquilani del palazzo coinvolto nell’operazione varata dal Comune dell’Aquila di riscoperta della trecentesca porta Barete, che chiede di restare anonimo.

La delocalizzazione che il cittadino non vuole è quella svelata in anteprima da questo giornale che si vorrebbe fare dell’edificio che si trova proprio dinanzi alla porta, oggi murata e per di più coperta da puntellamenti post-sisma, che si trova all’imbocco dia via Vicentini, appena passato il ponte del quale è prevista la demolizione.

L’idea, da trasformare in progetto e da portare in Consiglio comunale entro il mese, è di bloccare la ricostruzione dello stabile dopo la demolizione e offrire ai cittadini di riavere i loro appartamenti da un’altra parte, con l’offerta di un 20% in più di cubatura per indorare la pillola sulla base del ‘piano casa’ recepito dall’ente.

“Novità di oggi è il presunto vincolo che verrebbe apposto: noi abbiamo avuto un incontro venerdì scorso con il Sindaco (chiesto da noi, nessuno ci ha mai convocato) e non ce ne ha parlato”, assicura il cittadino.

Che valuta le nuove esigenze “incomprensibili” soprattutto “dopo che il progetto di ricostruzione è stato approvato” e che “il condominio ha ricevuto il finanziamento ed ha iniziato i lavori di ricostruzione”. Alberto Orsini

LA LETTERA COMPLETA

Sono uno dei residenti dell’edificio di cui parla ed apprendo dalla stampa notizie preoccupanti senza che nessuno di noi residenti ne sia stato informato, come lei ben dice nell’articolo.

Novità di oggi è il presunto vincolo che verrebbe apposto: noi abbiamo avuto un incontro venerdì scorso con il Sindaco (chiesto da noi, nessuno ci ha mai convocato) e non ce ne ha parlato.

Dietro tante parole ci sono persone in attesa di rientrare a casa, alcune anziane, anche malate, ma anche molti giovani consapevoli di quello che dovrebbe essere il vero sviluppo della città (non certo quello che stanno architettando).

Risultano incomprensibili queste esigenze repentine, dopo che il progetto di ricostruzione è stato approvato mesi fa dallo stesso Comune dell’Aquila (quasi due anni di attesa del contributo, con pratica in giacenza) e dopo che il condominio ha ricevuto il finanziamento e ha iniziato i lavori di ricostruzione.

La prego di guardare bene il progetto che intendono presentare e comprenderà perché noi proprietari ci opporremo in ogni modo a qualsiasi delocalizzazione.