L’AQUILA – Potrà continuare a ospitare anziani, anche non autosufficienti, la casa di riposo dell’ex albergo Duca degli Abruzzi, in via San Giovanni XXIII a L’Aquila.

La società Iniziative Turistiche Alberghiere, ha infatti sanato le irregolarità, attraverso un passagigo di gestione, relativa alle mancanza di certificazioni per ospitare persone disabili, che avevano portato il Comune con un provvedimento del 19 marzo scorso, a revocare l’autorizzazione contro la volontà dei familiari degli anziani ospiti.

Decisiva è stata la  decisione del Tar che accolto l’istanza di sospensione interinale cautelare avanzata dal legale della srl Iniziative Turistico Alberghiere, l’avvocato Claudio Verini.

Dando il tempo in sostanza alla Iniziative Turistiche Alberghiere di trasferire la gestione ad una società a lei collegata, con tutte le autorizzazioni necessarie. Nella stturura lavorano circa 25 addetti. L’amministratore delegato di Iniziative Turistiche Alberghiere è l’imprenditore umbro Alberto Innocenzi, che ha importanti interessi a Rimini ed in Emilia Romagna, con la “Malatesta Viaggi”.

La decisione di revocare l’autorizzazione comunale concessa nel 2012 ai tempi del governo di centrosinistra guidato dal sindaco, Massimo Cialente, è stata presa da parte del dirigente del settore Rigenerazione urbana Domenico De Nardis a seguito delle verifiche eseguite dalla Asl provinciale dell’Aquila, e alle risultanze di una ispezione dei carabinieri dei Nas, che avevano accertato la presenza di 27 anziani non autosufficienti in una struttura nella quale, ad esempio, non c’è il medico di turno nella notte. 

In un secondo controllo, come si evince dal verbale del 5 marzo 2019 menzionato nella disposizione del dirigente De Nardis, i militari hanno trovato 22 ospiti non autonomi, sui 50 totali.

A invocare ragionevolezza e a contestare l’inflessibilità del Comune erano stati e proteste dei familiari degli ospiti della Casa di riposo,  che in accorata lettera aperta hanno evidenziato che “le persone ospiti  hanno tutte più di 91-92 anni. Per loro questa struttura è la casa dove si orientano, conoscono il posto, riconoscono le persone, e dove soprattutto noi familiari siamo presenti in modo costante e possiamo rispondere ad ogni richiesta, insomma non sono mai lasciati soli; a differenza di altre strutture, dove gli anziani sono maltrattati ed esposti a soprusi, qui sono amati e coccolati. A 10 anni dal sisma, mentre si preparano trasmissioni per il ricordo,  questi ospiti dovranno lasciare la struttura per quali lidi? Strutture che chiamano protette, ma protette da cosa? Insomma il nostro Comune ha deciso che tutti gli ospiti devono lasciare questo posto, che dovrà essere chiuso, ma ci lavorano 25 persone”.