L’AQUILA – Il tema della carenza dei parcheggi nel centro storico dell’Aquila non si spegne e fa “coppia” con le contestate multe elevate dalla Polizia municipale, secondo alcuni espediente del Comune per fare cassa. Nel 2023, l’ente è riuscito a raccogliere 726mila euro “grazie” alle varie violazioni del Codice della strada, ma non il milione di euro che si era dato come obiettivo finale.

Una politica che di sicuro non ha fatto piacere a molti cittadini del capoluogo di regione abruzzese, soprattutto tra quelli che risiedono – e che vorrebbero più stalli dedicati – e lavorano nel centro storico di una città che a quindici anni dal terremoto del 6 aprile 2009 non è riuscita a dotarsi di un grande parcheggio e che continua ad assistere ad un utilizzo da parte di pochi utenti quelli del Terminal di Collemaggio e di Porta Leoni, con quest’ultimo che ha solo pochi mesi di “vita” e che spesso è desolatamente vuoto anche dalle otto di sera, ossia da quando non è più obbligatorio il pagamento della sosta.

Nel contesto fin qui descritto, poi, sono molte le lamentele che AbruzzoWeb ha raccolto tra chi il centro storico lo vive e lo frequenta per esigenze familiari, personali e di lavoro.

“Ciò che emerge è una generale sfiducia nei confronti di un’amministrazione comunale che afferma di voler garantire la vivibilità e la rinascita di un centro storico non del tutto ricostruito – e quindi in difficoltà oggettive in più di un’area – e sempre più a favore dei pedoni e non di auto e di altri mezzi ma senza un adeguato servizio di trasporto pubblico”.

Col risultato, fa notare più di qualche cittadino, che “vengono inflitte multe anche a chi ha dieci centimetri di pneumatico fuori dalla striscia” e a chi, a causa dell’occupazione dei pochi parcheggi per residenti, “pur di non rientrare a casa a notte fonda”, mette la macchina “dove e come può cercando di evitare di parcheggiare a chilometri di distanza”.

“Lavoro in periferia – dice una residente del centro storico – e quando prendo la macchina per tornare a casa la sera, devo incrociare le dita. Perché quasi sempre trovo gli stalli per i residenti già occupati e quindi mi tocca mettermi alla ricerca di un posto che non sia lontanissimo da dove abito. Praticamente, un’odissea quasi giornaliera. Non dico che mi sono pentita di aver scelto di tornare a vivere in centro, ma non posso negare che la situazione non è affatto delle migliori”.