L’AQUILA – Alberto Capretti, 51 anni, è il presidente provinciale di Fiva Confcommercio, la Federazione italiana venditori ambulanti.
Con lui AbruzzoWeb fa il punto sullo stato delle cose della categoria, una delle più colpite dal sisma, a pochi giorni dall’apertura dello spazio di Piazza d’Armi.
“A noi hanno dato solo 800 euro al mese per tre mesi dopo il terremoto, abbiamo tenuto botta e ora stiamo ripartendo al nuovo mercato”, ricorda.
Dal suo banco dove vende cd di ogni genere, Capretti annuncia il ritorno delle contadine in quella che ha già cambiato nome, diventando “Piazza dei 99”, e la possibilità futura di tenere mercatini tematici in centro storico.
Sei una istituzione per gli ambulanti aquilani, ci si ricorda sempre te come presidente della categoria!
Faccio questo mestiere dal 1982, me lo ha tramandato mio padre. Abbiamo sempre fatto base a piazza Duomo, a vendere materiale discografico. Sono stato riconfermato alla presidenza della Fiva nella recente assemblea provinciale del 2011, segno di apprezzamento, in una situazione difficile come il post-sisma.
Certo, è stato duro il colpo per le bancarelle.
Siamo stati tra le categorie più colpite, il fatturato complessivo degli ambulanti è sceso dell’80 per cento. Abbiamo avuto solo 800 euro per tre mesi dopo il sisma, poi niente più. Molti ambulanti sono stati costretti a riconvertirsi in altri lavori, del cuoco al muratore, all’artigiano. Molti altri hanno tenuto botta girando per i mercati della costa, del tramano e della vicina Marsica.
Piazza Duomo manca agli ambulanti?
Ovvio che manca, la piazza del mercato manca a noi ambulanti, manca a tutti. Tra residenti e uffici giravano attorno al mercato 30 mila persone, per come era strutturata la vita nella nostra città. Ora però piangersi addosso non serve, guardiamo avanti.
Finalmente è arrivato il nuovo mercato di Piazza d’Armi.
Sì, è quello che volevamo, un progetto su cui ho lavorato in prima persona di concerto con l’amministrazione comunale. È una svolta: vi troveranno posto circa 100 operatori, è stato già appaltato un ulteriore parcheggio da 500 posti. Bisogna pensare adesso il nuovo mercato, che noi ambulanti abbiamo ribattezzato “Piazza dei 99”, come un nuovo spazio polivalente, integrato magari con un nuovo parco urbano, dove i cittadini possono fruire comodamente.
Come vi siete organizzati?
Siamo una categoria molto unita, lo eravamo prima, lo siamo dopo il sisma. Le categorie merceologiche sono alimentare, frutta e verdura e articoli da regalo: è questa l’ossatura di questo mercato. Ci sono anche una ventina di operatori che vengono da fuori L’Aquila, e per fine estate prevediamo il ritorno delle contadine, sia delle frazioni che dei comuni limitrofi: erano un elemento identitario del mercato di piazza Duomo, torneranno a esserlo a Piazza d’Armi, con la freschezza dei cibi del contado aquilano.
E piazza Duomo intanto che fine fa? La lasciamo vuota, usata solo per le assemblee?
Gli ambulanti possono sempre chiedere il permesso per stare in centro alcuni giorni. Io, per, esempio la domenica sto lungo il corso, e ci stiamo organizzando per mercatini tematici settimanali nel cuore della città. Il “Mercato dei 99” può coesistere con le presenze di ambulanti anche in centro, basta organizzarsi.
Come lo vedi il bicchiere?
Nonostante la crisi generalizzata, vedo le cose in miglioramento all’Aquila per la nostra categoria. Il bicchiere per me è mezzo pieno.



