L’AQUILA – “Siamo felici e orgogliosi per L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026 e per l’inaugurazione dell’evento, presentata in pompa magna alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Ma proprio perché crediamo fino in fondo nel valore della cultura, mettiamo in guardia da un rischio concreto: che un appuntamento così importante venga utilizzato come una vetrina elettorale o addirittura per coprire o minimizzare le enormi criticità economiche e sociali che il capoluogo abruzzese continua a vivere ogni giorno”.

Lo dichiara, in una nota, Marcello Vivarelli, segretario regionale Fesica-Confsal Abruzzo.

“La cultura deve essere una leva di rinascita reale e duratura, non una cornice buona solo per le cerimonie. L’Aquila è ancora una città in fase di ricostruzione post terremoto e non può permettersi che, dietro l’immagine e le celebrazioni, restino irrisolti i nodi veri: precarietà, lavoro povero, servizi in sofferenza e disagi che colpiscono famiglie e lavoratori”, prosegue Vivarelli.

Secondo il sindacato “il rischio è quello di alimentare una narrazione patinata mentre sul territorio aumentano le difficoltà quotidiane, a partire dalle condizioni di chi garantisce servizi essenziali attraverso appalti e cooperative, spesso senza tutele adeguate e con trattamenti disomogenei”.

“Non c’è cultura se si ignora il lavoro. Non c’è rilancio se si accetta che i lavoratori restino sempre più soli e precari. E non c’è rispetto per la città se si investe solo nell’immagine, lasciando indietro le persone”, sottolinea l’esponente sindacale aquilano.

“L’Aquila Capitale della Cultura 2026 deve essere un’occasione fondamentale per mettere un altro punto a favore della rinascita della città: servono programmazione seria, trasparenza, ricadute concrete sul territorio e un confronto reale con chi rappresenta i lavoratori. Nessuno vuole frenare questo percorso, ma non si può pensare di usarlo per fare propaganda o per nascondere ciò che non funziona”, aggiunge.

“Se questo appuntamento sarà capace di rafforzare coesione sociale, sviluppo, occupazione stabile e servizi migliori, allora sarà un successo per tutti. Se invece diventerà solo una passerella, rischierà di trasformarsi in un’occasione sprecata che L’Aquila non può permettersi – conclude Vivarelli –. Questa sigla sindacale continuerà a vigilare e a denunciare senza sconti, nell’unico interesse dei lavoratori, dei precari e dei cittadini”