L’AQUILA – La rinascita dell’Aquila è descritta come “respiro della fede”, forza rigeneratrice e progetto rivolto alle nuove generazione.

Nell’intervento di avvio in occasione della cerimonia di L’Aquila capitale della cultura 2026 del sindaco del capoluogo abruzzese, Pierluigi Biondi, dedica in primis un invito particolare ai giovani: “Siate esigenti, coraggiosi. Scegliete il vostro futuro”, richiamando le parole pronunciate dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel saluto di fine anno.

I ragazzi vengono indicati tra i protagonisti della ripartenza della città, molti dei quali hanno scelto di tornare per studiare, lavorare e mettere su famiglia. Un mondo, si sottolinea, fatto non solo di social, ma di sentimenti e sogni.

Il riferimento alla serie ‘Stranger Things’, seguita nella notte di Capodanno, diventa metafora di un’infanzia interrotta come quella vissuta dagli adolescenti del cratere 2009 e del loro “Io ci credo” trasformato in messaggio collettivo.

La cultura è definita il perno della ricostruzione: autenticità, memoria, fondamenta e sviluppo. Un modello che guarda anche alle aree interne dell’Appennino, con il coinvolgimento di Rieti nel progetto 2026 per valorizzare legami storici del Centro Italia.

Nel testo trovano spazio le citazioni di Ignazio Silone (“l’arte è un fiore selvaggio, ama la libertà”) e di Lev Tolstoj per ribadire che dove “c’è guerra non può esserci cultura”.

Viene ricordata la tradizione aquilana del dopoguerra e il ruolo de “li boni homini de Aquila”, mentre l’attenzione si sposta sulle sfide attuali: il peso delle Big Tech, il rapporto tra umanesimo e scienza richiamato da Leonardo Sinisgalli, la necessità di un salto europeo nell’innovazione.