L’AQUILA – Il centenario della nascita di Alik Cavaliere, un Maestro dell’arte contemporanea, si incontra con L’Aquila capitale della cultura 2026, con il patrocinio del Comune dell’Aquila e dell’Accademia di Belle Arti ed il sostegno del Muspac.
Da giovedì e fino al 31 dicembre sono esposte a palazzo Benedetti alcune opere del Maestro che ha avuto uno speciale rapporto con la città essendo stato un protagonista dell’importante mostra Alternative attuali tenutasi a L’Aquila nel 1968.
Un workshop, con la proiezione di un film dedicato al Maestro, è previsto nel mese di ottobre presso l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila.
Artista geniale ed eccentrico, Alik Cavaliere è stato un protagonista delle avanguardie artistiche italiane della seconda metà del Novecento e le sue opere sono esposte nei principali musei e gallerie in Italia e in Europa.
Come scrive Elena Pontiggia, il ciclo W la Libertà è uno tra i più significativi nella produzione di Cavaliere: “gli elementi naturali sono rinchiusi in gabbie metalliche che impediscono loro di espandersi e, quasi, di respirare. Sono opere, queste, di immediata e persino didascalica eloquenza, e alludono al disagio della civiltà, alle convenzioni sociali che reprimono l’istinto, all’innaturalità e alla mancanza di libertà della vita contemporanea”.
La tendenza dell’uomo a ingabbiare sé stesso, a temere la libertà, sono concetti rappresentati spesso e in diversi modi da Alik Cavaliere, laddove, invece, la natura fugge, sempre vitale e cangiante, ad ogni coercizione. Una grande opera dello stesso ciclo W la Libertà è esposta a Milano alle Gallerie d’Italia.
In occasione del vernissage si è tenuta la conferenza sul tema “Alik Cavaliere, da Alternative attuali a L’Aquila 2026”,condotta da Angela Vettese, Università di Venezia, Marco Brandizzi, direttore dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, Giuseppe di Natale, docente di Storia dell’arte contemporanea all’Università dell’Aquila, Flavia Angelini, Università di Siena.
ALIK CAVALIERE
(Roma 1926 – Milano 1998)
Studia con Francesco Messina presso l’Accademia di Brera dove conosce Giacomo Manzù, Achille Funi e Marino Marini con cui lavora prima come assistente e, dal 1970, ne diviene successore alla cattedra di Scultura, insegnando per oltre trent’anni.
In più occasioni espone alla Biennale di Venezia e, prima nel 1964 poi nel 1972,gli vengono dedicate due sale personali. Tiene esposizioni, oltre che in Italia e in Europa, anche a Tokio, Los Angeles e San Francisco.
Tra le sue principali opere ricordiamo I processi dalle storie inglesi di W. Shakespeare,1972, icicli Giochi proibiti e Metamorfosi, entrambi eseguiti tra 1958 e 1859, Avventure di Gustavo B ’, 1961 – 1964, Viva la libertà,1963 – 1983.Tra gli environments, invece, Surroundings, 1969,Apollo e Dafne, 1970, I giardini della memoria,1988 – 1990 eIl Pigmalione, 1986 – 1987. A venti anni dalla sua scomparsa, il Comune di Milano, nella prestigiosa sede di Palazzo Reale, gli ha dedicato una grande mostra dal titolo L’universo verde.
I suoi lavori, sui quali esiste una vasta letteratura scientifica, sono esposti nei principali musei e gallerie in Italia e in Europa.






