L’AQUILA – Scrivanie lungo il corridoio, faldoni appoggiati sui davanzali delle finestre, cavi stesi alla rinfusa che vengono continuamente calpestati dagli utenti e 23 dipendenti comunali costretti a lavorare in quattro stanze da 20 metri quadrati.

I lavoratori dell’ufficio Ricostruzione del Comune dell’Aquila, dislocato presso la Scuola della Guardia di Finanza, hanno parlato delle difficili condizioni in cui sono costretti quotidianamente a operare in un’assemblea che si è tenuta questo pomeriggio alla presenza di Ferdinando Lattanzi della Fp-Cgil, di Franco Federici della Fp- Cisl e di Antonio De Felice Rsu-Cgil.

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“I lavoratori, a tempo indeterminato, tempo determinato e co.co.pro., lamentano condizioni di lavoro ormai divenute insopportabili – ha affermato Lattanzi – tanto da indurre il dirigente, dopo ripetute segnalazioni all’amministrazione comunale, a emanare un ordine di servizio che ha vietato l’ingresso al pubblico dal 24 gennaio, benchè esso non viene rispettato per non creare problemi all’utenza”.

“È incredibile – si legge in una nota di Ferdinando Lattanzi – come i lavoratori di un ufficio di un’importanza così strategica per i cittadini possano essere lasciati nelle condizioni che questa sera abbiamo potuto toccare con mano”.

I lavoratori hanno deciso di tenere un’assemblea davanti alla sede di Villa Gioia martedì prossimo.

“Questa situazione – prosegue Lattanzi – dopo quella analoga e ancora non risolta dei Servizi Demografici,evidenzia situazioni di estremo disagio che si perpetuano dalla data del sisma e che confermano che il personale ha continuato a costituire per il Comune dell’Aquila la cenerentola dei problemi. Attualmente il dirigente responsabile del personale è in part-time con la Provincia e le relazioni sindacali sono praticamente allo stallo”.