L’AQUILA – Sempre più a rischio gli operatori del contact center Inps anche dell’Aquila, su cui torna a tuonare la segreteria nazionale del sindacato Ugl Telecomunicazioni, dopo che sull’argomento, negli ultimi giorni, si sono espressi il sindaco del capoluogo abruzzese, Pierluigi Biondi, che ha sostanzialmente chiesto all’Inps di “mantenere i livelli occupazionali”, e Americo Di Benedetto, che ha accusato il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, di “disinteresse” nei confronti di una vicenda che riguarda all’Aquila oltre 500 lavoratori.
“Venerdì scorso – si legge nel comunicato – si è tenuto l’incontro con il Consiglio di amministrazione di Inps Servizi Spa. Come temevamo, la società ha confermato l’interpretazione del presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, sulla impossibilità di applicazione della clausola sociale, posizione che continua a trovarci in totale disaccordo per via delle sentenze di Cassazione e Tar Lazio, i pronunciamenti del Consiglio di Vigilanza Inps e dell’Ordine del Giorno del Parlamento del luglio scorso, che ne dichiarano e dimostrano invece la legittimità di applicazione. Inps Servizi ha dichiarato di procedere all’internalizzazione del servizio entro la data prevista del 30 novembre p.v., escludendo ulteriori proroghe, senza però essere in grado di fornire alcuna garanzia sulla tutela occupazionale di tutti gli operatori in forza alla commessa”.
“Ovviamente – si legge ancora nella nota – qualsiasi frase generica su un presunto impegno a valorizzare quanto più possibile le capacità acquisite nel corso della carriera lavorativa di ogni operatore, non può di certo rappresentare la garanzia occupazionale. Nel corso della riunione Inps Servizi si è detta disponibile ad un confronto con il Sindacato a valle dell’approvazione del Piano Industriale da parte di Inps entro fine marzo, tardivo però nella tempistica e per l’emanazione del ‘Bando della selezione di tipo ‘pubblico’, presumibilmente entro giugno, troppo generico nell’impegno. Alla nostra richiesta di applicare lo stesso Regolamento per le assunzioni approvato da anni da Inps Servizi Spa, che non prevede affatto procedure di tipo ‘pubblico’ e che si continua ad utilizzare negli ultimi mesi per altre assunzioni, non abbiamo avuto alcuna risposta”.
IL RESTO DELLA NOTA
Abbiamo esternato come Sindacato le preoccupazioni circa le condizioni imposte da Inps sul servizio che prevedono un blocco delle chiamate al raggiungimento della somma di budget stanziato, mentre l’Istituto continua ad investire ingenti somme nel processo di automazione e per implementare il ricorso all’intelligenza artificiale (auspicando che non sia quello l’autentico “funzionario telematico” a cui si ambisce), alla qualità del servizio sempre meno soddisfacente, all’assunzione di 300 persone per ricoprire attività già svolte dagli addetti al contact center.
In questo quadro preoccupante si inserisce una Cassa Integrazione aperta a gennaio sui lavoratori della commessa, a seguito della dichiarazione dei gestori attuali di un esubero del 30 per cento, con contemporaneo utilizzo del lavoro straordinario.
Usciamo da questo incontro sempre più convinti che l’unica strada, giusta, da perseguire resti quella dell’applicazione della clausola sociale e che l’interlocutore principale resta Inps, l’unico soggetto che può avere potere decisionale sulle questioni poste e al quale Inps Servizi deve necessariamente rispondere.
La nostra proposta di inserimento nel Contact Center di servizi aggiuntivi, soprattutto relativi alla gestione integrata dei servizi per l’impiego e le politiche per il Lavoro su cui il Pnrr prevede notevoli risorse finanziarie, appare quanto mai imprescindibile per la sostenibilità presente e futura del servizio. Ci attiveremo da subito per tornare a sensibilizzare la politica e l’opinione pubblica su questa vertenza, a partire dalla richiesta di incontro, da noi già inviata, alla Commissione Bicamerale di Vigilanza sugli Enti Previdenziali, al fine di coinvolgere le autorità competenti e ad avviare un percorso assembleare finalizzato a determinare una successiva mobilitazione coordinata a livello nazionale.
Qualora non si dovesse riuscire a dirimere la questione dell’applicazione della clausola sociale e quindi della salvaguardia occupazionale, temiamo si avrà un considerevole aumento del contenzioso legale a carico dell’Istituto, oggetto tra l’altro di un costante studio ed analisi da parte del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza, l’organo di indirizzo strategico dell’Inps.





