L’AQUILA – È una guerra durissima, che verrà combattuta soprattutto dentro e fuori le stanze istituzionali all’Aquila e a Roma “anche con mobilitazioni eclatanti”, quella che è già cominciata per scongiurare il siluramento di 560 lavoratori – di cui il 25 per cento composto da disabili – del contact center Inps-Inail-Equitalia dell’Aquila,.

Il più grande dei dieci in tutta Italia e il più grande polo lavorativo di quel che purtroppo resta dell’occupazione da numeri elevati nel capoluogo di regione abruzzese.

Questa mattina, nella sala convegni della Casa del Volontariato, circa 200 lavoratori e una nutrita presenza di esponenti politici aquilani e sindacalisti hanno preso parte a una lunga e a tratti dura assemblea, una sorta di “stati generali”, organizzata dalla associazione Lavori@mo per L’Aquila del presidente Venanzio Cretarola, con alla fine una promessa condivisa: lottare insieme, senza divisioni politiche, per evitare un collasso che può ferire a morte un intero territorio, 

All’assemblea hanno partecipato, tra gli altri, la senatrice aquilana del Partito democratico, Stefania Pezzopane, il consigliere regionale aquilano del Pd, Pierpaolo Petrucci, esponenti della Provincia dell’Aquila, del Comune dell’Aquila di maggioranza e opposizione, il segretario regionale dell’Italia dei Valori, Lelio De Santis, e i sindacalisti Marilena Scimia e Francesco Marrelli (Cgil), Simone Tempesta e Piero Francazio (Uil) e Tonino De Simone (Cisl).

Assente il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che però in serata ad AbruzzoWeb ha parlato di “rischio tragedia sociale” e scritto sulla bacheca Facebook di Pietrucci “Non lasceremo inesplorato qualsiasi passaggio possibile. Battaglia vitale”. 

Proprio Pietrucci, insieme al capogruppo del Pd in Consiglio comunale all’Aquila Stefano Palumbo, che ha preso parte all’assemblea, e al segretario del Pd aquilano Stefano Albano, ha presentato ieri una risoluzione in Regione Abruzzo “per chiedere ai vertici del governo regionale di intervenire a livello nazionale in difesa dei 560 lavoratori del contact center Inps-Inail-Equitalia, presente dal 2010”.

L’assemblea era stata convocata con urgenza dalla associazione dopo che lo scorso 23 novembre l’Inps aveva reso noti i criteri da applicare in vista del bando di gara per la commessa oggi gestita a L’Aquila da Transcom con 80 dipendenti e in subappalto a Lavorabile con 480 addetti.

A scatenare una preoccupazione enorme e con scenari al momento davvero nerissimi – che a più di qualcuno, come D’Eramo, ha ricordato la vertenza per il Polo elettonico dell’Aquila finita malissimo – il punteggio stabilito per l’offerta economica: 60 punti su 100, cioè il massimo ribasso riferito sostanzialmente al costo del lavoro, ossia i dipendenti, con il classico secondo “siluro” nascosto, in questo caso la possibile clamorosa delocalizzazione all’estero di un servizio pubblico.

Il tutto mentre sullo sfondo ci sono stati l’arresto del numero uno di Transcom, Roberto Boggio, e le dimissioni del direttore generale dell’Inps, Massimo Cioffi. 

La guerra, come detto durissima, dovrà essere combattuta per costringere l’Inps a modificare quei criteri e contestualmente pretendere che si applichi la clausola sociale – con la quale si dà continuità del rapporto lavorativo in caso di cambio di azienda appaltatrice – anche ai 480 addetti in subappalto con Lavorabile e non solo agli 80 di Transcom.

E allora, prima che il bando di gara venga ufficializzato con i criteri “da carneficina sociale”, come da giudizio della senatrice Pezzopane, al momento una prima – però insufficiente – arma, nelle mani proprio della stessa senatrice, è un emendamento alla Legge di Bilancio con cui mettere un freno a ribassi sul costo del lavoro e delocalizzazioni, due “drammi” del mondo dei call center e non solo.

Ma a Roma le cose non sono affatto semplici, visto che, specie sulla clausola sociale, la chiusura sembra assoluta. 

Nonostante, è stato sottolineato da Cretarola e dagli altri presenti, i terribili costi sociali ed economici che comporterebbe la fine di un contact center per cui l’Inps ha investito parecchi milioni di euro nella formazione del personale.

Dovesse ricominciare da zero, ci sarebbe infatti da cacciare ulteriore grana in formazione per un lavoro che, previsioni ufficiali alla mano per quel che riguarda il numero di telefonate da gestire, è lo stesso fino ad oggi espletato dagli addetti aquilani, considerati ormai preparatissimi.

A meno che per la nuova commessa non si sia messo in conto pure un crollo dei livelli qualitativi di assistenza ai cittadini, che però per settori così delicati sarebbe assolutamente da evitare.

Nel frattempo, sono al lavoro il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, che ad AbruzzoWeb ha annunciato di voler fare una proposta – messa a punto con il vice presidente con delega alle Attività produttive e alle Crisi industriali, Giovanni Lolli – al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, braccio destro del premier, Matteo Renzi, domani in Abruzzo. 

Lolli, dal canto suo e da tempo attivo, anche sui tavoli istituzionali romani, ha incontrato ieri mattina a Palazzo Silone una delegazione di lavoratori con a capo Cretarola.

La senatrice Federica Chiavaroli, sottosegretario alla Giustizia, si è invece  messa in moto direttamente con il numero uno dell’Inps, Tito Boeri.

Gli esponenti comunali aquilani di Noi con Salvini, presenti oggi all’assemblea, hanno annunciato di aver avvisato Matteo Salvini e invitato gli altri politici a fare lo stesso con le rispettive segreterie di partito.

Momenti di tensione per le dichiarazioni di Simone Tempesta, che ha parlato di esponenti politici che “sanno fare soltanto passerella” e al quale ha risposto con toni accesi il consigliere comunale aquilano di Sinistra ecologia libertà, che a febbraio diventerà Sinistra italiana, Giustino Masciocco.