L’AQUILA – “Sui 500 lavoratori del Contact Center Inps dell’Aquila, e sui 3.319 a livello nazionale, andrebbe evitata ogni polemica connessa alle campagne elettorali in corso. È il risultato, purtroppo, del comportamento di Inps, caratterizzato da informazioni lacunose e rifiuto di tener conto delle indicazioni sul rispetto della Clausola sociale rivoltegli anche dalle Istituzioni ad ogni livello. In questa vertenza importantissima occorrono accuratezza informativa e ‘competenza’, non slogan”.

Lo dichiara in una nota Venanzio Cretarola, segretario regionale Ugl Telecomunicazioni Abruzzo, secondo cui “occorre precisare alcuni punti fermi”.

“Riteniamo infondata l’insufficienza delle risorse disponibili per garantire l’occupazione degli attuali al servizio attribuita alla presunta ‘invarianza dei costi’. Le notizie recenti sulle annunciate intenzioni (per ora solo annunciate) di aumento del budget di 20 milioni – i cui tempi di realizzazione sono peraltro indefiniti – ne sono la prova evidente”, spiega Cretarola.

“Qualora confermate sarebbe ovviamente un’ottima notizia ma su tempi e modalità di selezione pubblica restano molti punti oscuri. Per questo va mantenuta alta l’attenzione sui chiarimenti da noi chiesti al Presidente Tridico circa le modalità di valorizzazione “effettiva” delle professionalità preesistenti, ad oggi nebulose. In caso contrario – qualora Inps proseguisse nella selezione pubblica ipotizzata – a rischiare di restare fuori dalla internalizzazione sarebbero proprio i lavoratori con maggiore anzianità di servizio”, continua.

IL RESTO DELLA NOTA

Non è vero che i possibili esclusi dalla selezione pubblica (senza finanziamenti aggiuntivi) sarebbero i 213 operatori (di cui 103 all’Aquila) che per 10 anni sono stati impegnati prevalentemente su Inps e per meno del 30 per cento su Ader è un enorme equivoco creato proprio dal presidente Inps, Pasquale Tridico.

Anche per questo siamo ancora in attesa della definizione esatta di “attività prevalente” ai fini dell’attribuzione dei punteggi automatici nella selezione a cui potranno partecipare solo i 3.319 addetti al 1° giugno 2021. È ovvio che la precedenza deve essere assicurata a coloro che hanno una maggior esperienza “effettiva” maturata nella mansione, e per mansione intendiamo Inps-Ader.

Dati i tempi imprevedibili della Politica, va innanzitutto chiarito che l’annunciata ipotesi di permanenza degli esclusi alle dipendenze dei gestori attuali è destituita di fondamento che va combattuta per non creare illecitamente 300 disoccupati, in attesa di ipotetici, indefiniti futuri aumenti di organico post internalizzazione di dicembre 2022.

Va chiarito una volta per tutte che le società pubbliche sono obbligate a garantire, nelle assunzioni ex novo per mansioni identiche, “imparzialità e parità di trattamento” su inquadramento professionale, retribuzione e orario di lavoro. Quindi il budget complessivo per le spese di personale va redistribuito in maniera equa e non discriminatoria, chiarendolo già nel Bando di selezione.

Va chiarito urgentemente che la Cassa integrazione in vigore nella commessa Inps da gennaio scorso va spalmata a “tutti i dipendenti” delle aziende, come previsto dalle norme, anche per evitare che venga utilizzata come alibi per la riduzione delle assunzioni in Inps Servizi.  Lo “spostamento” di circa 600 operatori nella commessa Inps da marzo 2020 una delle cause principali della Cassa, mettendo a rischio gli operatori con maggiore esperienza pregressa.