L’AQUILA – “Non pensavo di essere trattato così dall’Aquila Calcio dopo cinque anni in questa società. Senza rimborsi, senza poter chiarire con il presidente Elio Gizzi e con il mio nome associato a cose non vere. Ho chiesto il compenso pattuito, nulla di più”.

Scoppia il caso del fisioterapista di origini siciliane Emiliano De Luca, teramano di adozione, da sei anni nello staff medico dei rossoblù aquilani che ha deciso di rompere il silenzio e raccontare ad AbruzzoWeb le ultime vicissitudini che lo hanno portato a lasciare il club lo scorso dicembre, in pieno girone di andata del campionato di Seconda Divisione.

“Dopo la debacle di Prato (la drammatica semifinale play-off della scorsa stagione finita 2-1 per i padroni di casa, gol vittoria al minuto 95′ dopo 40 secondi dall’illusorio pareggio-qualificazione dei rossoblù, ndr), la società ha scelto di non rinnovarmi la fiducia dopo cinque stagioni – dice De Luca – Dovevano risparmiare, così sono tornato a fare il fisioterapista a tempo pieno nel mio studio di Teramo. Poi, però, mi hanno richiamato a settembre, consci del fatto che non si può rinunciare a un fisioterapista in un campionato importante come la Seconda Divisione. Si sono resi conto che risparmiare porta solo danni. Ero molto contento, sono davvero molto legato all’Aquila città e alla realtà rossoblù”.

“Da settembre, però – continua – non ho preso nessun rimborso. A dicembre ho chiesto al presidente Gizzi, molto tranquillamente, se si poteva risolvere la situazione al più presto. Sembrava ben disposto, ma non era così. Da un certo momento in poi, non ha più voluto parlare con me. Ho parlato spesso anche con il direttore generale, Fabio Aureli, che mi ha sempre rassicurato. In società adesso credono che io mi lamenti. Se chiedere il pagamento di alcuni rimborsi vuol dire lamentarsi…”.

“Dopo tutto quello che è successo – dice ancora De Luca – si continuano a dire cose non vere sul mio conto. Non voglio passare per un ingrato o qualcosa del genere, io voglio bene a questi colori, ma non posso lavorare gratis e passare anche per uno che si lamenta. Tra gli impegni durante la settimana e le domeniche all’Aquila e in trasferta, nel mio studio ho lavorato molto di meno. Il forfettario mensile era per non rimetterci, non certo per guadagnarci”.

De Luca ha scelto di affidarsi a un avvocato, ma non è detto che questa storia debba risolversi per forza e chissà quando in tribunale.

“Per rispetto degli amici che ho lasciato in squadra – conclude il fisioterapista – e per la società stessa, se si fa un passo indietro io sono pronto a mettere via l’aspetto legale. Sono il primo a essere dispiaciuto per come si è interrotto un bellissimo rapporto”.