L’AQUILA – Non c’è più dubbio, il giocattolo L’Aquila Calcio si è rotto.

I fischi e l’invito a fine gara dei tifosi rossoblù, “andate a lavorare”, fanno soltanto da sfondo alla sempre più visibile rottura all’interno dello spogliatoio della formazione di Maurizio Ianni, che anche oggi è rimasto impotente a guardare la prova dei suoi, umiliati da un Neapolis tutt’altro che irresistibile.

L’uscita frettolosa di Walter Piccioni dal campo per lasciare spazio a Simone Nicola Cavaliere, la mancata esultanza di Umberto Improta dopo la trasformazione del rigore fanno riflettere sulle reali intenzioni della squadra.

Quando c’è da parlare e chiarire, però, i protagonisti fanno un passo indietro e si trincerano dietro il silenzio stampa.

Bocche cucite per squadra e mister, il presidente Elio Gizzi non ritiene opportuno fermarsi in sala stampa per commentare l’infelice momento e, ancora una volta, è il responsabile dell’area tecnica Ercole Di Nicola a comunicare all’esterno confermando ai giornalisti che L’Aquila di oggi non è la stessa del girone d’andata.

Di fronte all’evidenza della squadra disunita neanche Di Nicola può tentare di metterci una pezza al termine di una gara che non pensava di perdere. “Giocattolo rotto? Può darsi – afferma imbeccato dai giornalisti – è sotto gli occhi di tutti, inutile negare l’evidenza. Sta a noi ricostruirlo ricreando le stesse condizioni dei 5-6 mesi in cui si è fatto bene”.

“Il campionato non finisce oggi – aggiunge – ma a giugno, il giorno della finale play-off. Sono convinto che saremo tra le prime cinque però bisogna arrivarci con l’entusiasmo giusto”.

Alla domanda di AbruzzoWeb se prenderà provvedimenti o meno, come dichiarato alcune settimane fa al termine di un’altra prova opaca, Di Nicola stavolta preferisce non ragionare a caldo.

“È difficile rispondere adesso – dice – il cuore deve essere messo da parte. Niente va per il verso giusto. Bisogna fare di più a livello di impegno e di gioco. Al momento occorre stringersi attorno alla squadra per trovare soluzioni”. 

Sui malumori creati dalla partenza di Gianni Califano, che sul sito della società era qualificato come direttore tecnico rossoblù, ma in realtà semplice consulente di Di Nicola, lo stesso responsabile dell’area tecnica non si sente di negare ancora una volta. “Può essere che la partenza di Califano – sostiene – abbia contribuito a creare una situazione come questa”.

In secondo piano il commento della gara, deludente oltre ogni aspettativa. Ho visto una squadra fragile – sostiene Di Nicola – che alla prima difficoltà si è sciolta. Per 60 minuti abbiamo avuto il pallino del gioco con alcune opportunità, ma non siamo riusciti a passare in vantaggio. Il fatto di non riuscire a tirare in porta nel primo tempo è una caratteristica che ci accompagna”.