L’AQUILA – Quella della mancata apertura degli impianti di sci di Campo Imperatore è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso nei rapporti tra il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e il presidente del Centro turistico del Gran Sasso, Alessandro Comola.
C’è anche un risvolto politico nella guerra che vede contrapposti l’avvocato genovese e il primo cittadino, suo principale sponsor quando lo scelse per guidare la società interamente di proprietà pubblica e di cui Cialente ha chiesto le dimissioni, ricevendone in cambio un “no, grazie”.
Tanto che il sindaco ha dovuto chiedere agli altri due componenti del consiglio di amministrazione, Umberto Beomonte Zobel e Nunzio Buzzi, di rimettere il mandato per costringere all’addio Comola, cosa che avverrà, però, solo quando il ci sarà l’assemblea dei soci dell’azienda nella quale la sfiducia verrà formalizzata, aprendo il campo a un sicuro contenzioso: “ti chiederò i danni” sembra abbia minacciato nei confronti di Cialente.
Eppure Comola arrivò all’Aquila preceduto dal suo curriculum di legale di grido con incarichi di prestigio tra cui quello di presidente del collegio sindacale di Marconi Mobile Access, società del Gruppo Finmeccanica.
Era solo un anno fa, ma sembra passato un secolo, quando alla cerimonia di riapertura della funivia di Fonte Cerreto si descrivevano i grandi progetti pensati per il Gran Sasso, miseramente naufragati all’avvio dell’attuale stagione invernale, con tutti gli impianti abruzzesi aperti tranne il più importante: quello che avrebbe dovuto portare migliaia di amanti della neve sulla cima più alta d’Italia degli Appennini.
In mezzo tante polemiche, attacchi bipartisan, diffide a suon di carte bollate e inchieste politiche consumate soprattutto nella commissione di Garanzia e vigilanza del Comune dell’Aquila presieduta da Raffaele Daniele (Udc) che il 15 novembre aveva depositato un ordine del giorno, mai portato in aula, per chiedere al sindaco di defenestrare lo scomodo presidente del Ctgs.
Un documento di cui AbruzzoWeb è in grado di riferire in esclusiva e che parla di “palesi violazioni di legge” in ordine al conferimento di “incarichi e consulenze da circa 100 mila euro in otto mesi di mandato”, di “rimborsi pagati dal Ctgs per ristoranti e alberghi situati nel comune dell’Aquila, di Fiumicino, di Viareggio, di Siena a nome del presidente Comola e dell’avvocato Claudia Poirè, persona non in organico dell’azienda e con la quale non esiste alcun contratto o vincolo scritto con l’azienda, oltre a rimborsi vari a carico di entrambi per un importo complessivo di circa 18 mila euro”.
Accuse pesantissime inviate per conoscenza anche al prefetto dell’Aquila, Francesco Alecci, alla procura del capoluogo e alla Corte dei conti.
Addirittura, scrive Daniele nella sua proposta di odg e firmata anche da altri consiglieri di minoranza, ci sono “rimborsi saldati dal Ctgs all’avvocato Comola per spese da lui effettuate in data anteriore a quella in cui lo stesso sarebbe divenuto presidente del Centro turistico del Gran sasso determinando, oltretutto, un arricchimento senza causa”.
Un’altra consulenza messa nel mirino è quella conferita al “ragionier Colangelo di Genova per circa 13 mila euro, nonostante esistesse una convenzione con l’azienda municipale Ama spa per la condivisione della struttura di contabilità, buste paga e amministrativa”.
Quindi la sentenza definitiva: “l’attuale presidente del Centro turistico del Gran Sasso, avvocato Alessandro Comola è del tutto inadeguato, sia dal punto di vista tecnico amministrativo che da quello manageriale a ricoprire il ruolo che riveste, oltre ad aver assunto una condotta che lo ha portato a commettere possibili illeciti nell’esercizio delle sue funzioni”.
Uno di quelli che in commissione ha dato battaglia, il capogruppo di Prospettiva 2022, Luigi D’Eramo, aveva già chiesto da tempo che tutti gli atti in possesso dell’organismo venissero inviati alla magistratura ordinaria e a quella contabile, istanza poi superata dall’ordine del giorno.
“Ci saremmo aspettati che il sindaco avesse chiesto le dimissioni per quanto emerso sin dall’estate durante le sedute dell’organismo di Garanzia e vigilanza e non solo per la grave vicenda del mancato avvio della stagione turistica”, ha affermato D’Eramo.
Sulla stessa lunghezza d’onda molti altri membri dell’assemblea civica: da gran parte dell’opposizione di centrodestra ai “civici” Vincenzo Vittorini (L’Aquila che vogliamo) ed Ettore Di Cesare (Appello per L’Aquila) fino al capogruppo di Sinistra ecologia e libertà, Giustino Masciocco.
Un fronte trasversale che nelle ultime ore ha arruolato pure Cialente, cioè colui che poteva mettere la parola fine all’esperienza di Comola in qualità di socio unico del Ctgs: cosa che ha fatto definitivamente ieri.




