L’AQUILA – Ha tenuto banco in Consiglio comunale lo scontro tra il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, e l’opposizione, sui fondi alle istituzioni culturali.

Una querelle arrivata in un clima di tensioni e caos all’interno della stessa maggioranza di centrodestra, per l’imminente e necessario rimpasto di Giunta, dopo il ritiro delle deleghe agli assessori alla Cultura, Sabrina Di Cosimo, e al Bilancio, Anna Lisa Di Stefano, e l’elezione in Consiglio regionale di due assessori comunali, il vice sindaco Guido Quintino Liris ed Emanuele Imprudente, che dopo la proclamazione saranno dichiarati incompatibili.

Il tutto si intreccia con la nota di alcune istituzioni culturali cittadine che “hanno elogiato il sindaco Biondi”, secondo le opposizioni.

Il consigliere comunale del Pd Stefano Palumbo, primo firmatario dell’ordine del giorno su “Sollecito trasferimento straordinario a beneficio del Comune dell’Aquila per le minori entrate e per le maggiori spese legate alla situazione emergenziale venutasi a creare a seguito del sisma del 2009”, in aula ha sottolineato: “Ritengo doveroso intervenire in merito alla questione di alcune istituzioni culturali che hanno sottoscritto un documento che ha creato non poco imbarazzo, soprattutto per chi dovrebbe rappresentare le stesse. Mi dispiace che si arrivi a coinvolgerle in questo braccio di ferro tra il sindaco Biondi e l’ex assessore Sabrina Di Cosimo, che assume ogni giorno di più risvolti inquientanti. mai si era vista una forzatura del genere e chiedo al sindaco di chiarire e dissocirsi da questa iniziativa”.

Una vicenda alla quale Biondi ha risposto, appunto, chiedendo le dimissioni del presidente del Tsa, Annalisa De Simone, e accusando la passata amministrazione: “Spero che la presidente del Tsa, come chiesto dal governatore Marco Marsilio, rimetta il suo mandato stante il principio, sacrosanto, dello spoils system. Forse dà fastidio che abbiamo cominciato a chiedere rendicontazioni puntuali, documentazioni a supporto, progetti capaci di andare oltre il 2020, quando i contributi pubblici verranno meno. Forse dà fastidio il taglio del compenso ai revisori dei conti nominati dalla politica, dà fastidio che abbiamo chiesto di conoscere gli statuti e le modalità di elezione degli organismi. Forse dà fastidio che al Tsa è finita la stagione dei direttori artistici presi a prestito dal mondo delle fiction, che si facciano finalmente produzioni che girano per il mondo con un direttore artistico credibile”.

Nei giorni scorsi, Teatro Stabile d’Abruzzo, TeatroZeta, Gruppo E-motion, Inscena, Istituto cinematografico La lanterna magica, L’idea di Cleves, tutte assegnatarie dei contributi del Fus (il Fondo unico per lo spettacolo), hanno infatti firmato e divulgato una nota congiunta, scritta però su iniziativa e per mano del Tsa, nella quale si fa, sostanzialmente, un elogio del sindaco dell’Aquila per aver “manifestato una particolare attenzione nei confronti della cultura”, aver predisposto “nuove linee guida” del programma Restart, ampliando la platea degli enti ammessi a finanziamento (tra cui, per esempio, quelli cinematografici) e aver “recuperato i fondi Fus per del 2018” per Tsa, Sinfonica, Barattelli, Solisti Aquilani e TeatroZeta, rispetto al taglio che c’era stato nel 2017.

“Mai e poi mai avrei voluto che il nome dell’Ente che ho l’onore di presiedere venisse tirato in ballo in un dibattito pubblico che non ha nulla a che fare con la cultura. Prendo le distanze da questo modo di procedere scomposto che parla con la voce grossa della politica più bassa, invece di confrontarsi alla comunità di riferimento attraverso politiche culturali lungimiranti ed efficaci”, ha replicato in una nota, De Simone, prendendo le distanze dal documento scritto, firmato e fatto firmare dal Teatro Stabile ad alcune tra le più importanti istituzioni culturali cittadine, e chide le dimissioni dei “colpevoli”. 

Il sindaco Pierluigi Biondi in Aula, poi, ha aggiunto: “La delega ai fondi Restart è rimasta in capo al sottoscritto E grazie alla gestione di questa amministrazione, abbiamo rimosso situazioni incancrenite da tempo. Negli ultimi anni, la grande tradizione della cultura aquilana, penso a Carloni, a Verna, al trio Fabiani, Centofanti, Giampaola, che ha animato la straordinaria stagione delle nostre Istituzioni, è diventata, grazie alla ‘meritoria’ attività della sinistra, dal Pci in giù, una sorta di camera di compensazione della politica, con sacche di clientelismo. È finita la ciccia, però, anche per la decisione della regione a guida D’Alfonso di tagliare il Furc ed è dovuto intervenire ‘Pantalone’ a sostenerli a piè di lista”. (a.c.p.)