L’AQUILA – “Sul sospetto ribasso con cui la ditta Rialto si è aggiudicata l’appalto per la realizzazione dei lavori di Piazza d’Armi, ho provveduto a interpellare il presidente Anac Raffaele Cantone, l’Agenzia contro la corruzione, il prefetto di L’Aquila, la Procura della Repubblica, la Corte dei Conti, l’Agenzia regionale per tutela ambientale”
A promettere battaglia è Enza Blundo, senatrice aquilana del Movimento 5 Stelle, che torna ad avanza re dubbi sull’appalto da 18 milioni e 600 mila euro, per trasformare l’area di piazza d’armi in un grande parco urbano, da 100 mila metri quadrati, che ospiterà un auditorium di 900 posti a più livelli con parcheggio interrato, un’area giochi, un’area sportiva, una grande piazza, il tutto sarà immerso nel verde del parco.
Per Blundo però “nell’aggiudicazione conseguente ad un bando promiscuo tra opere edili e arte dei giardini si è registrato un preoccupante ribasso del 62 per cento”.
Per lei è dunque “un’offerta palesemente anomala tanto che non sarà possibile completare le opere con il solo 38 per cento rimanente che dovrebbe coprire le spese per la realizzazione e la copertura del costo dei materiali”.
“Le norme sugli appalti già entrate in vigore – aggiunge Blundo – non consentono più tali esasperati ed anomali ribassi. I manufatti edilizi contemplati nel progetto ed in particolare il parcheggio con annesse strutture commerciali, insistono su di un’area presumibilmente interessata da discarica dei rifiuti per la quale sarebbe stata necessaria una preventiva bonifica”.
“Ritenuto perciò che tale impavida aggiudicazione – spiega Blundo – viene ad esporre il Comune a quasi certi blocchi dei lavori e a conseguenti revisioni prezzi con danni certi per l’Erario ed inevitabili ritardi nella realizzazione del sospirato Parco di Piazza d’Armi, ho richiesto un immediato intervento da parte delle autorità di vigilanza sulla corruzione teso ad annullare l’aggiudicazione dei lavori e a riavviare una nuova gara d’appalto e ho invitato l’Arta a verificare nonché a procedere ad una immediata caratterizzazione delle aree finalizzata ad una messa a fuoco di tutti gli eventuali problemi di inquinamento con relativi e conseguenti costi e tempi di bonifica”.
«Auspico che tutte le autorità che ho chiamato in causa, procedano in parallelo ad una serrata e approfondita verifica sulla qualità delle ditte che in concorso tra loro, hanno portato a un simile impraticabile ribasso, vigilando nel contempo su tutte le eventuali omissioni perpetrate da dirigenti pubblici e dipendenti”, conclude Blundo.



