L’AQUILA – Blitz di tre attivisti del movimento ‘Ultima Generazione’ all’interno di un supermercato aquilano per denunciare “condizioni di lavoro considerate precarie” e stipendi ritenuti “insufficienti”.
L’episodio si è verificato ieri mattina in un punto vendita della catena Conad.
Secondo i promotori, il settore della grande distribuzione rappresenta uno dei simboli del “paradosso italiano”: da un lato l’aumento del costo della vita, dall’altro salari che, stando alle rivendicazioni degli attivisti, resterebbero fermi da anni.
Nel comunicato diffuso dal gruppo si richiamano i dati del Rapporto Eurispes 2024, secondo cui il 57 per cento delle famiglie italiane fatica ad arrivare a fine mese, e dell’ultimo rapporto Istat, che segnala 5,7 milioni di persone in povertà assoluta.
Durante l’azione, le attiviste sono salite sui nastri trasportatori delle casse esponendo uno striscione arancione con il nome del movimento e leggendo il loro messaggio attraverso un megafono. I tre manifestanti hanno anche distribuito volantini invitando al boicottaggio delle grandi catene “a favore dei produttori locali, dei mercati contadini e dei gruppi di acquisto solidali”.
Al centro delle contestazioni anche il ricorso, definito “sistematico”, a contratti a chiamata, tirocini e forme di lavoro ritenute dagli attivisti “precari e privi di tutele”.
Non risultano segnalazioni di disordini o interventi delle forze dell’ordine.





