L’AQUILA – Indagherà la polizia sul blitz notturno che ha portato alla liberazione del cane Prosperino, il randagio che aveva fatto della zona della Fontana Luminosa la sua casa e che nei giorni scorsi era stato catturato dagli operatori del servizio veterinario della Asl e rinchiuso nel canile di Bazzano.

A confermarlo è il responsabile del servizio veterinario della Asl, Pierluigi Imperiale, che ha presentato una denuncia in Questura “per furto aggravato. Un atto dovuto in quanto degli estranei si sono introdotti nella struttura senza autorizzazione e hanno portato via il cane Prosperino, che è tornato tranquillamente nella zona della Fontana Luminosa, dove l’ho visto scodinzolare e girovagare. Inoltre è stato lasciato il cancello aperto, con il rischio che tutti gli altri animali fuggissero ma nessuno di questi è scappato: forse anche loro si sono resi conto che è meglio essere accuditi in canile che stare per strada”.

Sulle proteste che sono succedute alla cattura del cane Imperiale ha dichiarato “di non avere parole. Si è creato un clima irreale sulla vicenda e l’intrusione nel canile mi è sembrata più una sfida che una volontà di qualcuno di liberare Prosperino. Cosa dovrei fare io adesso? Tornare in centro e farlo recuperare ancora quasi fosse una sorta di dispetto sulla pelle dell’animale? Io faccio solo il mio lavoro, non faccio dispetti. Ho sentito parlare di maltrattamenti e violenze sul cane al momento della cattura: niente di più falso. Il nostro operatore quando l’ha portato via l’ha preso in braccio”.

Sugli strascichi legali che potrebbero seguire dalla denuncia il responsabile del servizio veterinario Asl ha spiegato che “in questi casi il cane è sempre di proprietà del Comune, del sindaco. La norma dice che non possono rimanere vaganti sul territorio. Nessuno, per esempio, parla delle oltre cinquanta denunce che arrivano per omissioni d’atti d’ufficio che scattano ogni qualvolta un cane randagio morde qualcuno per strada. Prosperino, poi, è un cane che abbiamo già seguito, già sterilizzato e trattato ma che ha dimostrato dei comportamenti aggressivi e per questo era stato portato al canile”.

Sul web e sui social network sono diversi, e in alcuni pesanti, i giudizi lanciati nei confronti di Imperiale che si difende: “Ho letto e sentito insulti di ogni genere, di messaggi di solidarietà per l’animale eccetera. In molti, forse, non sanno nemmeno di cosa si parla.  Come nel caso del cane Sebastiano”.

Per chi non lo ricordasse si tratta del randagio di razza grande e colore bianco (simile ad un pastore maremmano) trovato morto nell’estate del 2006. Per la morte del cane fu accusato Imperiale, contro il quale venne anche aperta una petizione on line: “Che fu firmata da 5400 persone, di cui solo 100 dell’Aquila. Si ricorda che fui accusato ma non si ricorda anche sono stato assolto in 20 minuti perché il fatto non sussiste e che la causa della morte di Sebastiano fu l’avvelenamento”. (g.a.)